Consumatori e Coldiretti: «Aumenti anche del 400%»
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fonte:
- La Provincia di Como
Consumatori e Coldiretti: «Aumenti anche del 400%»
Ma commercianti e agricoltori bocciano la proposta
Una zucchina al prezzo di cinque. Secondo il Codacons, il costo di frutta e verdura può aumentare, nei vari passaggi che portano i prodotti dal campo alla tavola, del 400%: una buona ragione, per tornare ad incoraggiare la vendita diretta, dal produttore al consumatore. Proposta che, però, accende gli animi dei negozianti. Ieri abbiamo confrontato i prezzi degli ortaggi nei negozi comaschi con quelli forniti, tramite sms, dal Ministero delle politiche agricole. Il risultato è stato impietoso: dei dieci prodotti presi in considerazione, quattro superavamo i limiti. Da lì la proposta del Codacons di tornare alla vendita diretta, per ridurre le speculazioni saltando i passaggi inutili. Secondo l`associazione, all`interno della filiera il prezzo dei prodotti cresce dal 200% al 400%, ossia da tre a cinque volte tanto. Con alcuni casi limite: «Si arriva ad aumenti del 1000%», dice Mauro Antonelli. A fianco del Codacons, si schierano le altre associazioni dei consumatori, a partire da Federconsumatori. E la Coldiretti: «Bisogna favorirla e sostenerla con ogni mezzo», dice il direttore Tino Arosio. Tutti i mezzi, compresi quelli politici: proprio su proposta della Coldiretti, in novembre la Provincia ha approvato una mozione a supporto della vendita diretta: una mozione bipartisan – tra i firmatari Massimo Patrignani di Rifondazione e Valerio Zauli di An – e approvata all`unanimità dal Consiglio. «Anche grazie al supporto dell`Amministrazione Provinciale – prosegue Arosio -, in primavera apriremo a Lomazzo il primo mercato interamente agricolo. E ci auguriamo che iniziative simili possano essere realizzate anche in altri Comuni: il Sindaco di Como si è già detto disponibile». Meno entusiasta della proposta il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori), Domenico Scali: «È facile parlare di vendita diretta – dice -, ma è più difficile realizzarla: spesso le aziende agricole producono molto più di quanto possano vendere sul loro territorio. Dal campo alla tavola, almeno tre passaggi sono necessari: produzione, trasformazione e distribuzione. In Italia sono poche aziende in grado di gestire sia la produzione che la trasformazione, ed è vero che in questo ambito si potrebbe fare di più. Ma anche chi vende deve essere tutelato». Ancor meno favorevole alla vendita diretta l` Unione commercio. «In tutti i mercati – dice Rosario Presti, responsabile dei rivenditori ambulanti – ci sono degli spazi specificamente adibiti alla vendita diretta. Anche nel mercato coperto di Como, dove però sono sottoutilizzati. Se i coltivatori vogliono dimostrare di avere dei prodotti di migliore qualità e più convenienti lo possono fare, ma senza pretendere canali preferenziali. E rispettando le normative, che permettono di vendere solo prodotti del proprio territorio: dimostrino poi i coltivatori di avere sia le fragole che le banane». Sulla stessa lunghezza d`onda Osvaldo Filippini (responsabile per l`Ucpts del settore alimentare), critico nei confronti sia degli allarmismi sull`impennata dei prezzi, sia del servizio “Sms Consumatori“: «Gli aumenti ci sono, ma sono molto inferiori rispetto a quelli degli anni scorsi. Per quanto riguarda i prezzi via sms, credo facciano solo confusione: nel campo ortofrutticolo la varietà è talmente grande? Sta al consumatore scegliere».
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