13 Dicembre 2013

Consumatori e artigiani affrontano il caso Telcha

Consumatori e artigiani affrontano il caso Telcha

Il teleriscaldamento ad Aosta non garantisce la libera concorrenza, creando una sorta di monopolio energetico: è quanto sostiene Energaia, l’ associazione di promozione sociale che si occupa di risparmio energetico, architettura sostenibile e di fonti alternative e rinnovabili, che organizza questa sera alle 21, nella sede della Fédération des cooperatives valdôtaines in località Grand Chemin 33/D, a Saint-Christophe, un incontro sulla «necessità di concorrenza» nel teleriscaldamento del capoluogo.«In Italia la maggior parte delle reti dell’ energia prodotta da teleriscaldamento viene gestita da municipalizzate – si legge in una nota dell’ associazione – che per loro natura non perseguono la logica del profitto, ma del servizio pubblico». La rete di Aosta, in costruzione con i primi quattro cantieri su strada aperti il mese scorso, è di proprietà di un’ azienda privata, la Telcha, partecipata a maggioranza da Cofely Italia del gruppo francese Gaz de France-Suez e a minoranza dalla Sea, dalla Cva e dalla Fratelli Ronc. Per Energaia, Telcha «è co-partecipata dal pubblico per una quota minoritaria» e «per sua natura è rivolta al conseguimento del massimo profitto». Per l’ associazione, quindi, «la situazione venutasi a configurare ad Aosta risulta anomala» perché «non garantisce logiche di concorrenza e di convenienza per il cittadino».All’ incontro, aperto a tutti, hanno annunciato la loro presenza le associazioni Codacons e Federconsumatori, Cittadinanzattiva, Confartigianato, Aava-Associazione artigiani Valle d’ Aosta, l’ Uppi-Unione dei piccoli proprietari immobiliari, e l’ Anaci-Associazione nazionale amministratori di condominio, oltre a singoli artigiani del settore idraulico e termotecnico e a rappresentanti politici. [a. man.]
a. man.

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