15 Novembre 2017

Consumatori divisi sul fondo rimborsi Cause penali pilota su Veneto Banca

DIFESA DEL RISPARMIO VENEZIA Banche venete: associazioni divise sul fondo di rimborso per azionisti e obbligazionisti truffati. In un incontro a Padova Codacons (Franco Conte), Adusbef (Cavallari) e Patrizio Miatello (Ezzelino III da Onara) hanno approvato l’ iniziativa, che invece viene criticata via mail da Andrea Arman (coordinamento Don Torta): «Rischia di essere solo una squallida elemosina elettorale finalizzata a dividere i risparmiatori». L’ Arbitro per le controversie finanziarie Gianpaolo Barbuzzi si schiera: bisogna trovare «forme di ristoro» per i clienti risparmiatori delle ex banche venete. Barbuzzi riferisce, a margine di un convegno sui primi mesi di attività dell’ Acf, di ricorsi nei quali ai risparmiatori veniva raccontato in banca che le azioni dell’ istituto erano «più sicure dei titoli di Stato» oppure si esaltava una presunta maggiore stabilità dei titoli non quotati delle due banche rispetto a quelli di società quotate. Barbuzzi cita i casi di clienti con il 100% del patrimonio fatto investire in azioni della stessa banca e di profilature Mifid che cambiavano tre volte in tre anni. «Il fondo è un buon punto di partenza che deve essere concretizzato dal parlamento. Consigliamo ai risparmiatori di Popolare Vicenza e Veneto Banca di insinuarsi al passivo (il termine scade tra 60 giorni), è un passaggio necessario per accedere al fondo – avverte Conte – e poi mettere in mora attraverso una comunicazione Banca d’ Italia, Consob e società di revisione. E attenzione invece alla costituzione di parte civile nei processi, per esempio nell’ udienza del 24 novembre per il crac di Veneto Banca: si tratta di una procedura costosa, quindi verificare bene la spesa con gli avvocati prima di firmare mandati». MIATELLO: RISTORO AL 100% «Il fondo deve andare a ristorare al 100% tutti i soci e anche gli obbligazionisti, per alimentarlo c’ è la legge 266 dei conti dormienti e anche il fondo interbancario, l’ importante è che venga istituito – dice Miatello -. Dopo se i politici vogliono farsi la guerra elettorale la facciano, l’ importante è partire e concretizzare l’ iniziativa». Sugli scavalcati Miatello è ancora più duro: «Le due banche venete sotto la gestione di Atlante hanno rimborsato al 50% circa 300 soci cosiddetti scavalcati in base a una lista Consob che la Commissione della Borsa invece ha dichiarato di non aver mai compilato. Per questo chiediamo il rimborso di tutti gli azionisti scavalcati, che sarebbero 3965 solo per Veneto Banca». Sui processi la strategia è chiara: «La costituzione parte civile per roa non ha copertura e quindi non arriveranno rimborsi dai processi, in udienza preliminare il 24 novembre a Roma andiamo con un azionista solo poi nel corso del processo se verranno fuori elementi per fare la costituzione civile per tutti, la faremo, ma oggi si spenderebbero soldi per niente. Invece ci siamo già insinuati nel passivo per tute e due le banche per 312 persone. Secondo noi anche chi ha fatto al transazione del 15% del valore può fare domanda di rimborso». 5 STELLE: SERVONO 4 MILIARDI Decisa bocciatura dai 5Stelle: «Lemendamento Santini è una presa in giro per gli oltre 200.000 risparmiatori truffati da BPVI e Veneto Banca – sostiene in una nota il senatore M5S, Enrico Cappelletti -. I danni subiti dai piccoli azionisti superano i 10 miliardi e a questi cittadini Governo e maggioranza hanno negato qualsiasi ipotesi di risarcimento, perché hanno protetto Banca Intesa. Il senatore Giorgio Santini ora mette sul piatto 150 milioni in tre anni, l’ 1,5% del danno subito e poco più dell’ 1% di quanto risparmiato dal fondo interbancario di garanzia. Meglio il nostro emendamento alla legge di bilancio, che prevede la costituzione di un fondo di 4 miliardi per i risparmiatori truffati». È l’ idea di Luigi Ugone dell’ associazione «Noi che credevamo nella BpVi». M.Cr. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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