16 Luglio 2018

Consumatori contro Trenitalia «Così si penalizza il Salento»

dura la reazione delle associazioni alla notizia che dal 6 agosto i treni dovranno procedere a 50 chilometri orari. fino al 2021
Anna Manuela VINCENTI La decisione di imporre il blocco a 50 chilometri orari a tutte le linee ferroviarie che non sono munite del Sistema di Controllo Marcia Treno (la cosiddetta elettrificazione) pesa come un macigno sul sistema dei trasporti salentino e lascia sconcertate le associazioni dei consumatori. Dopo l’ incidente dello scorso anno a Corato, infatti, diventa una vera e propria necessità per la sicurezza dei cittadini ed ormai un obbligo che fa ritornare a percorrere le tratte a 50 km orari anche ai treni che viaggiavano a velocità elevate e con due macchinisti. Così, dal 6 agosto si rallenta sui binari fino a quando non sarà attivo il sistema di controllo elettronico di marcia: ossia fino al 2021 per il Salento. Ed è di questi giorni la notizia che Trenitalia avrebbe dato la precedenza alle linee baresi, con più utenza e maggior frequentazione, a scapito della tratta leccese. Quest’ ultima, forte di diversi investimenti, è stata ammodernata e sui binari potrebbero viaggiare treni a maggiore velocità, rispetto ai vecchi Fiat di oggi. Per il Salento, in ogni caso, si torna all’ anno zero, con tutto ciò che ne consegue sie per i turisti che per i pendolari che sui treni salgono tutto l’ anno. «Il sistema ferroviario ed infrastrutturale pesa come un macigno sullo sviluppo del territorio. Un blocco insuperabile – secondo Piero Mongelli, responsabile ufficio legale Codacons di Lecce – confermato dalla scelta di Trenitalia, di questi giorni, di dare la precedenza all’ installazione del Sistema di Controllo Marcia Treno prima alle linee ferroviarie baresi». «Per la linea leccese i lavori di adeguamento al sistema di elettrificazione previsto da Scmt sarebbero all’ incirca di sei mesi», sottolinea il segretario provinciale di Fit-Cisl Giovanni Conoci. «Trenitalia ancora una volta, però, ha scelto di dare la precedenza a Bari, lasciando, come sempre il Salento come fanalino di coda, in attesa dei lavori che si realizzerebbero soltanto fra quattro anni». Le associazioni dei consumatori scendono in campo per cercare almeno di accorciare i tempi: il 2021 sembra un traguardo troppo in là nel tempo. «La scelta di Trenitalia penalizza gli utenti salentini e i turisti che vorrebbero conoscere o raggiungere le varie località del Salento viaggiando in treno. Quello che sta accadendo è la testimonianza sottolinea Cristian Marchello, responsabile territoriale di Codacons Lecce – della scelta della politica regionale e generale di non far decollare l’ economia del territorio. È paradossale, infatti, che con una linea Fse capillare su tutto il Salento, non si riesca ad offrire un servizio degno di un paese industrializzato come l’ Italia. Del tutto inconcepibile immaginare tempi di percorrenza di due ora per soli 70 chilometri, quando in altre parti d’ Italia, in due ore si raggiungono mete di gran lunga maggiori». «Tutto ciò deriva – rimarca l’ avvocato di Codancos, Mongelli – da una scelta della politica, salentina, regionale e nazionale di non voler far decollare il Salento. A Roma non si è mai pensato veramente allo sviluppo del Sud, c’ è sempre qualcuno più a Sud ed il nostro territorio è stato spesso dimenticato dalla politica. Il nostro territorio con le sue bellezze storico-artistiche e paesaggistiche fa paura a molti. Si andrebbero, probabilmente, a ledere forti interessi economici di altre località turistiche. Non si spiega, altrimenti, perché in tutti questi anni il nostro territorio sia stato sempre penalizzato, dal Ministero dei Trasporti e da Trenitalia che ci ha visti sempre come uno scarto, facendo giungere da noi treni obsoleti e dismessi da ferrovie del Nord. Lo sviluppo di un territorio, il suo tessuto economico o industriale, passa soprattutto dall’ ammodernamento dei sistemi di collegamento e di trasporto. Fse continua Mongelli- paga lo scotto di una politica che ha privilegiato il trasporto su gomma e non su ferro». «È inaccettabile, dichiara il segretario di Codici Lecce – chissà quanti anni dobbiamo ancora aspettare prima di avere un trasporto quasi decente o per adeguarci agli standard dei trasporti italiani ed europei. Scriverò per avere un incontro ed un confronto con il Ministero dei Trasporti e con Trenitalia. Mi muoverò per cercare di capire la scelta di Trenitalia di agevolare il Barese a discapito del territorio salentino. I nostri cittadini, in particolare gli utenti pendolari o quelli che vorrebbero utilizzare i treno per i loro spostamenti, non possono essere messi sempre in secondo piano. Non basta che tutto il comparto sia deficitario, con collegamenti aeroportuali di Brindisi con le località marine inesistenti, si aggiunge ancora un’ altra penalizzazione». «Il grido di attenzione dei viaggiatori è sempre lo stesso commenta Alessandro Presicce, presidente provinciale Associazione Difesa Orientamento Consumatori -: chiedono maggiore attenzione. Ogni settimana registriamo settimanalmente ritardi, problemi, corse soppresse, è uno stillicidio pietoso. Il Salento ha detto basta continua Presicce – non si può più sottovalutare questi problemi. Il servizio è al di sotto degli standard europei. Da consumatori non possiamo fa altro che sollecitare chi di dovere: deputati salentini, enti locali, autorità di competenza, assessori al trasporto regionale ad impegnarsi a fare presto e bene. Bisogna risolvere questa situazione. Un turista, abituato ad altri standard, può anche trovare divertente viaggiare con un treno così lento o pensare che sia una giornata rovinata. Un cittadino, invece, che deve recarsi a lavoro o ad un appuntamento ed arriva in ritardo o per uno studente che non può andare a scuola, la situazione è molto più grave».

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