Consumatori contro produttori, ma secondo le cifre entrambe le categorie ci rimettono
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fonte:
- La Stampa
Mister prezzi debutta in macelleria, ma a far la parte dei manzoniani “polli di Renzo“ rischiano di essere allevatori e consumatori che si beccano mentre ci rimettono entrambi. Da novembre a fine gennaio la carne è rincarata in media oltre il 10% – denunciano Adusbef e Federconsumatori – con punte del 12% per polli e braciole di maiale. E in tre mesi come aumento non c`è male, se si considera che un Bot rende, al lordo, il 3,79% all`anno. Insomma un`altra bella stagnata sulla borsa della spesa, tanto più che, sottolineano le due associazioni dei consumatori, quelli sulla carne “Sono aumenti senza alcuna giustificazione e costeranno alle famiglie 14 euro in più al mese, ovvero 168 euro all`anno“. Il bello è che, proprio ieri un`indagine di CremonaFiere (in Italia è un po` la Wall Street degli allevatori), chiariva come, nell`ultimo anno, i consumi di carne suina siano a -4,6%, il costo delle materie prime per i mangimi sia aumentato dal 20 al 50% e il prezzo medio dei capi vivi sia sceso dell`8%. Situazione confermata dalla Coldiretti, che aggiunge: “Per i suini c`è stato un crollo del 10% dei prezzi pagati agli allevatori, a cui non ha fatto seguito un`analoga riduzione dei listini per i consumatori. Il prezzo al dettaglio dei salumi è aumentato del 2,7% nonostante i maiali, in Italia, vengano pagati circa 1,25 euro al chilo, cifra che non riesce nemmeno a coprire i costi di allevamento. Il risultato è che il prezzo dalla stalla alla tavola si quintuplica per la braciola, si moltiplica per dieci se si compra il salame e per venti nel caso del prosciutto“. Altrettanto avviene per i conigli, il cui prezzo aumenta fino al 430% dall`allevamento alla tavola per le distorsioni nella distribuzione, che mettono a rischio un settore in cui l`Italia è prima in Europa e seconda nel mondo dopo la Cina. Discorso a parte, invece, vale la carne di pollo, i cui listini sono sì aumentati, anche se non come nei cartellini sui banconi, ma per il ritorno di domanda (+11%) finito l`effetto psicologico della crisi legata dell`aviaria che aveva provocato un crollo dei prezzi. Un po` come dire che il “j`accuse“ delle organizzazioni dei consumatori contro gli avicoltori ha ragione di essere solo sino ad un certo punto, anche se i produttori sono assolutamente concordi con il presidente del Codacons, Carlo Rienzi quando dice: “È indispensabile punire le speculazioni e riportare i prezzi della carne a livelli più accettabili“. Già, perché, anche secondo la parte agricola di speculazione si tratta, visto l`inspiegabile dilatarsi della forbice dei prezzi tra produzione e consumo. Un fenomeno che la Coldiretti sottolineerà domenica prossima, riempiendo di maiali e conigli la piazza del Municipio di Torino. A rimetterci non sono solo i consumatori – ribadisce dal canto suo la Confederazione italiana agricoltori – ma anche gli allevatori, i cui redditi sono scesi in maniera esponenziale negli ultimi anni“. Quindi niente beccate tra allevatori e consumatori, ma fari puntati sulla speculazione. Il tutto, naturalmente, evitando una caccia alle streghe e valutando caso per caso. A questo dovrà pensarci “Mister Prezzi“, al secolo Antonio Lirosi, Garante per la sorveglianza sui mercati, che, previo consulto con il Comitato antispeculazione (nato a fine settembre presso al ministero Politiche agricole) da domani inizierà il suo giro d`Italia (prime tappe Venezia e Prato) per avviare il dialogo tra produttori e associazioni dei consumatori ed organizzare gli uffici delle Camere di commercio che dovranno ricevere le segnalazioni dei cittadini su aumenti eccessivi o ingiustificati.
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