Consumatori, class action da 10mila euro a passeggero
MILANO. Una class action, ma anche altre iniziative in base alla legislazione italiana. I naufraghi della Costa Concordia si muovono su vari fronti: una sessantina ha già aderito alla class action promossa dal Codacons. "Il nostro obiettivo – spiega il presidente Carlo Rienzi – è quello di far ottenere a ciascun passeggero un indennizzo, pari ad almeno 10mila euro, per i danni materiali subiti e per quelli morali, come il terrore patito, la vacanza rovinata e i gravi rischi corsi". Sempre ieri è stato costituito a Genova dalle associazioni di consumatori aderenti al Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti) il Comitato naufraghi della Concordia. Il Cncu sollecita un incontro con gli armatori, e invita i ministri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico "a sostenere e affiancare le associazioni dei consumatori in questa grave situazione". Oggi le associazioni nazionali dei consumatori incontreranno a Confindustria, l’ Associazione dei tour operator per aprire la gestione di un tavolo di conciliazione sul naufragio. L’ Adircons, associazione a cui aderiscono tra le altre Federconsumatori, Movimento del Consumatore, Sportello dei consumatori, Altroconsumo e Confconsumatori "chiederà all’ associazione di Confindustria di mettere in campo un percorso di lavoro tra le associazioni che rappresentano i diritti dei passeggeri e Costa Crociere, al fine di perseguire modalità certe e tempestive di rimborsi e risarcimenti". Il capitolo risarcimenti ha contribuito a zavorrare ieri il titolo Carnival, la più grande compagnia di crociere al mond o che controlla anche Costa Crociere: l’ azione, quotata alla borsa di Londra, dopo aver perso oltre il 25% ha chiuso in ribasso del 16,5%. Ammesso che possa essere recuperata, la nave potrebbe restare ferma almeno fino al termine dell’ attuale anno fiscale 2011-2012, che si chiude il 30 novembre. L’ impatto dell’ incidente sui profitti sarà compreso tra gli 85 e i 95 milioni di dollari. Ulteriori costi, difficili da quantificare al momento, potrebbero inoltre aggiungersi alle attuali stime. La perdita assicurativa potrebbe oscillare tra 500 milioni e un miliardo di dollari, a seconda dei risarcimenti e dell’ eventuale danno ambientale nell’ Arcipelago toscano. (a.d.s.) © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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