Consumatori chiedono il ritorno nei negozi del “cornetto“ a prezzo agevolato
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fonte:
- Il Piccolo
“Arrivati a questo punto, vogliamo un ritorno all`obbligo di produzione del pane comune e prezzi bloccati su alcune tipologie di alimenti-base“. Resi noti i rincari registratisi da settembre a oggi, le associazioni che tutelano i consumatori tornano all`attacco e reclamano accordi specifici con le categorie per calmierare i prezzi o, in alternativa, introdurre un paniere di beni alimentari non soggetti ad aumenti. Magari di qualità economica, sia chiaro, ma accessibili a tutte le famiglie monoreddito, ai cittadini meno abbienti e agli anziani con la minima. Categorie, queste, sempre più in difficoltà a causa del mancato adeguamento dei salari e delle pensioni ai rincari denunciati fin dall`entrata in vigore dell`euro. “È vero – esordisce il Codacons di Monfalcone – che gli aumenti sul pane non sono stati così pesanti come invece è avvenuto a Roma, tuttavia è altrettanto vero che nel Friuli Venezia Giulia i prezzi sono decisamente più alti rispetto al Meridione. Se, infatti, nella capitale un chilo di questo prodotto oscilla tra 2-2,50 euro, da noi bisogna sborsare almeno 3-4 euro. In parte perché le famiglie sono meno numerose e certo ci sono meno consumi anche per il diverso tipo di alimentazione. Gli incrementi, come noto, sono stati determinati dai rincari annunciati all`ingrosso, in primis sulla farina, ma anche sulla benzina per i trasporti, l`energia e via discorrendo“. “Il nostro suggerimento – prosegue il Codacons – e quello di tornare a offrire la pagnotta a un prezzo agevolato: insomma, un ritorno al prodotto controllato“. In passato, i panificatori erano obbligati a sfornare una percentuale fissa di pane comune, che era rivenduto a un prezzo calmierato da un apposito Comitato prezzi: dal 1992, però, tale obbligo è stato eliminato. Da allora, il panino “vincolato“ risulta definitivamente eliminato e il prezzo del pane comune è stato liberalizzato. “Si tratta di una proposta che stiamo portando avanti a livello nazionale – spiega il Codacons – Infatti, a fronte dei continui rincari, riteniamo opportuno introdurre un paniere di generi alimentari di prima necessità, come lo zucchero, l`olio, il pane e il latte, da vendere a prezzo controllato. Per carità, è giusto che chi vuole il pane con le olive o di tipo integrale paghi di più. Però riteniamo altrettanto equo che si dia la possibilità anche a chi è bisognoso di acquistare cibo a prezzo contenuto“. Come mai non si produce più pane comune? “L`obbligo non era conveniente per la categoria – replica un panettiere – se quella volta la pagnotta costava 3 mila lire, il tipo comune veniva venduto a meno della metà: 1.400 lire. Bisognava renderlo reperibile fino a un certo orario e bisognava produrlo fino a una certa quantità“.
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