20 Settembre 2012

Consumatori arrabbiati in un anno prezzi in salita per colpa del petrolio

Consumatori arrabbiati in un anno prezzi in salita per colpa del petrolio

GLI aumenti dei prezzi dei carburanti, dovuti sia ai rincari sui mercati internazionali del petrolio e dei prodotti raffinati, sia al peso crescente delle imposte, sono stati calcolati dall’ Istat intorno al 15-20 per cento rispetto allo scorso anno. La corsa dell’ inflazione è arrivata a segnare ad agosto il +3,2% rispetto allo stesso mese del 2011; una fiammata causata proprio dall’ impennata dei carburanti. Infatti se si considera il solo indice dei prezzi al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi (la cosiddetta inflazione di fondo o “core”), il dato di agosto si sgonfia e scende al +2,1% sull’ agosto del 2011. Oltre un punto percentuale di differenza tra un carrello della spesa fatto di beni e servizi con o senza l’ automobile. Rispetto a dodici mesi fa la benzina è quindi cresciuta del 15,1%, e il gasolio del 17,5%. Numeri che hanno velocemente depresso il mercato al punto da far scendere nei primi mesi del 2012 di quasi un quarto i consumi di carburanti nel nostro Paese. E proprio per gridare contro questi aumenti ormai insostenibili se sommati alla Rc auto e ai costi generali di manutenzione di un veicolo, e per chiedere a gran voce un taglio delle accise, si sono mossi ieri i consumatori. Con la divisa a righe e palla al piede, tipici dei carcerati di una volta, si sono presentati davanti a Montecitorio, i responsabili di alcune associazioni dei consumatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA +3,2%

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