Consumatori all`attacco: fumo negli occhi
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
ROMA. L`Istat tende la mano, ma le associazioni dei consumatori non la stringono. Anzi, tornano ad attaccare l`istituto di statistica, che afferma di aver tenuto conto dei suggerimenti ricevuti per la nuova lista di voci, su entrambi i fronti. «Abbiamo cercato di trasformare le critiche e le polemiche in elementi da verificare e considerare», ha affermato Gian Paolo Oneto, direttore delle statistiche economiche congiunturali dell`Istat, ricordando che è stato valutato «tutto ciò che è stato detto quest`anno, e in particolare nel tavolo tecnico aperto con le associazioni dei consumatori». Un calumet della pace che però non è stato accettato.
«È inspiegabile – ha subito dichiarato il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti – che le statistiche continuino a segnalare aumenti irrilevanti e molto lontani dalla realtà della gente». Il nuovo paniere, insomma, «è lontano anni luce dalla realtà che i consumatori affrontano ogni giorno nella spesa. È solo fumo negli occhi». Secondo l`Adoc, i dati diffusi dall`Istat «sono preoccupanti da qualsiasi punto di vista li si voglia leggere» e confermano le «perplessità sul paniere». Ed è l`Intesa dei consumatori nel suo complesso che boccia il nuovo paniere, parlando di «elemosina» per quanto riguarda l`aumento del 34% della Rc auto e promettendo «battaglia contro l`Istat per un`inflazione che sia reale e veritiera».
«Non prendeteci in giro», rincara la dose il Movimento Consumatori, secondo cui «l`Istat pare propalare notizie tendenziose». Critica anche l`Adiconsum, secondo cui le correzioni delle voci «non comportano alcun cambiamento di rilievo» e che legge il dato sull`inflazione in senso negativo «perchè legato al calo dei consumi». «Ci vogliono panieri diversificati», sollecita in generale la Coalizione dei consumatori, ricordando quanto è stato fatto in questo senso in Germania.
Il calo dell`inflazione non meraviglia l`Eurispes, l`istituto che nei giorni scorsi aveva diffuso i propri dati sul caro-vita, ben superiori a quelli dell`Istat. «Anche dai nostri dati risulta un diminuzione – afferma Guido Corazziari, responsabile del dipartimento economico – la differenza è che noi partiamo dall`8,5% e non dal 2,8%». Secondo l`Eurispes un calo nella crescita dei prezzi c`è stato, ma restano completamente diversi i parametri di riferimento rispetto all`Istat e alle rilevazioni fatte a livello territoriale.
A prestare fede ai dati Istat sono Confcommercio e Confesercenti, che respingono le accuse rivolte ai commercianti di aver contribuito all`aumento dei prezzi.
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