25 Agosto 2003

Consumatori al governo: blocchi l`aumento dei pedaggi

Roma
I rincari subiti nel 2003 pesano sui conti delle famiglie per 1.381 euro. Non bisogna quindi dare spazio ad altri aumenti, come quelli richiesti per i pedaggi autostradali. Le sigle dei consumatori riunite nell`Intesa -Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc- si dicono fermamente contrarie alla richiesta di aumento fatta dal presidente della società controllata da Edizione Holding (Benetton) Gian Maria Gros-Pietro. E, in vista della riunione del Cipe che dovrà esaminare l`eventuale aumento dei pedaggi, chiedono un incontro con la presidenza del Consiglio su prezzi e tariffe «a partire da quelle dei servizi di luce, gas,acqua, banche, per affrontare poi seriamente quelle della Rc Auto che sentendosi coperte dall`accordo truffa, stanno veleggiando a percentuali di aumento vicine al 10\%».

Sabato Gros-Pietro aveva sostenuto che le tariffe applicate dalla società sono «tra le più basse in Europa». «Noi -aveva aggiunto- vogliamo che restino tali. Chiediamo solo qualche piccolo ritocco per rimettere in linea i prezzo con l`inflazione. Si tratterebbe di un balzello minimo».

L`Intesa dei Consumatori, invece, «ribadisce la sua ferma contrarietà ad ogni pretesa di incrementare le tariffe autostradali». «In nessun Paese al mondo -afferma l`associazione dei consumatori- si permette, con il beneplacito del governo, di taglieggiare gli utenti per realizzare gli investimenti in sicurezza e qualità che sono di competenza delle imprese attraverso l`utilizzo del proprio capitale di rischio, anziché incamerare e distribuire ingenti profitti».

Per l`Intesa, anzi, bisogna rifarsi ai calcoli del Nars, il nucleo tecnico di consulenza del ministero dell`Economia che «in base anche al calcolo del price cap contenuto nella concessione, le tariffe dovrebbero diminuire del 9,6\%».

«Siamo stupefatti -dicono i consumatori dell`Intesa- che nella situazione inflazionistica in cui versa il Paese non si metta la parola fine a questa vicenda che ha non solo una ricaduta sulle tasche dei singoli utenti ma anche su quella relativa alla formazione dei prezzi finali al consumo che sono spaventosamente lievitati nel corso del 2003 comportando una caduta del potere d`acquisto delle famiglie di ben 1.381 euro».

Un motivo in più, dopo le polemiche già esplose nelle settimane scorse e culminate con un duello tra la società Autostrade per l`Italia e il presidente dell`Aiscat (ex numero uno di Autostrade) Giancarlo Elia Valori, per le associazioni dei consumatori per confermare lo sciopero della spesa e delle tariffe per il 16 settembre.

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