Consumatori al contrattacco, un cartello delle associazioni
-
fonte:
- la Repubblica
L`Ipc: sede in piazza Umberto e come programma l`informazione corretta e puntuale
Serrare i ranghi. Tessere alleanze. Accerchiare i nemici comuni senza sprecare risorse. Si chiama Ipc, acronimo che sta per Istituto pugliese per il consumo. E la sigla che riassume la strategia, nella lotta al carovita e agli abusi e alle vessazioni quotidiane, messa a punto dalle articolazioni regionali di quindici associazioni di consumatori. Adiconsum, Aduc, Codacons, Movimento consumatori e via elencando – in un mix di sigle storiche, formazioni legate ai sindacati, gruppi iperattivi anche sul piano mediatico – si sono cementati in una superfederazione di paladini di cittadini e famiglie, pronta a partire all`attacco con una raffica di iniziative. La sede è in piazza Umberto 40, nel cuore di Bari. Gli obbiettivi ambiziosi e semplici insieme. Lavorare insieme su una piattaforma di scopi di grande spessore, lasciando ai singoli associati le collaudate attività ordinarie e le specificità. Dice il neopresidente dell`Ipc, avvocato Antonio Pinto: “Solo unendo le energie possiamo produrre risultati di peso e di maggiore efficacia“. Un esempio? è in rodaggio da poche settimane, in attesa del lancio ufficiale, lo Sportello del consumatore previsto dalla legge regionale 12 del 2006. “Questo servizio non vuole essere una duplicazione di quelli già esistenti presso le singole associazioni – spiega sempre Pinto – ma ha una mission specifica“. Primo: raccogliere segnalazioni e dati sui diritti degli utenti dei servizi erogati o vigilati dalla Regione. Secondo: promuovere azioni comuni finalizzate ad ottenere il miglioramento delle prestazioni. Terzo: raccogliere indagini e studi necessari per verificare la corretta applicazione dei codici del consumo nazionali e locali. Quarto: formare e informare i soggetti portatori di diritti, usando come strumento anche la comunicazione esterna. Un nuovo business, che andrà a pesare sulle tasche – vuote – delle persone più vulnerabili e esposte a truffe e raggiri? L`impossibile tentativo di conciliare le diverse anime e matrici ideologiche differenti? O solo “lobbing“ a fin di bene? “L`Istituto – risponde il neo presidente – non ha fini di lucro, ha una struttura democratica, le cariche sociali sono elettive. Basta andare a leggere lo statuto, per verificare contenuti, scopi, formule, garanzie. Le attività di autofinanziamento saranno quelle marginali ed editoriali. Lo Sportello per i consumatori, per tornare all`esempio fatto prima, è contattabile gratuitamente“. Lunedì, è la prossima mossa, i rappresentanti del nuovo Istituto parteciperanno alla riunione convocata dal vicepresidente regionale e assessore al Commercio Sandro Frisullo. “Come Ipc appoggiamo in pieno l`idea di concordare con negozi e centri commerciali la definizione di un carniere di prodotti di largo consumo, si parla di cento beni, da vendere a prezzo bloccato per almeno sei mesi. Se l`operazione andrà in porto, come tutti sembrano volere, saremo poi noi a verificare che l`accordo sia applicato correttamente“. Intanto si lavora su altri due obbiettivi. La fondazione di un Gas, un gruppo di acquisto solidale per la spesa comunitaria. E la creazione di una camera di conciliazione all`interno della stessa sede dell`Istituto, per dirimere e risolvere le controversie tra cittadini e aziende. Quanto alle class action, si vedrà di volta in volta. “Sperando che il nuovo governo non faccia marcia indietro prima dell`entrata in vigore, in estate, della possibilità di intentare cause risarcitorie collettive“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
