25 Agosto 2004

CONSUMATORI

Diminuzione delle accise sulla benzina, vendita dei carburanti anche nella grande distribuzione, prosecuzione dei saldi, convocazione del governo per discutere di caro prezzi. Sono le tre condizioni che pone l`Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) per revocare lo sciopero della spesa e dell`auto proclamato per il 16 settembre. L`obiettivo della protesta, ricorda l`Intesa, «è costringere i commercianti ad abbassare i prezzi, il governo ad intervenire con misure antinflazionistiche e, infine, dare un segnale alle compagnie petrolifere che proseguono imperterrite a speculare sul carburante con la politica della doppia velocità: pronte subito ad adeguarsi all`aumento del costo del greggio al barile e lentissime in caso contrario».
L`Intesa consumatori è disposta, comunque, a revocare lo sciopero se saranno accettate alcune condizioni da parte del Governo. Innazitutto, «la diminuzione delle accise sulla benzina nella misura di 20 centesimi di euro (il governo D`Alema diede un bonus di 50 lire per ogni litro di benzina)». Le associazioni dei consumatori ricordano, infatti, che «il costo del carburante incide direttamente, in misura dello 0,1-0,15\%, sui prezzi dei beni trasportati. Solo una diminuzione significativa ed immediata del prezzo alla pompa potrebbe convincerci del cambio di rotta del governo, che fino ad ora ha solo preso tempo per incassare i soldi derivanti dagli aumenti dei prezzi (Iva, fiscal drag, accise sulla benzina)». Altra prioritaria richiesta dei consumatori riguarda «la vendita della benzina nella grande distribuzione per far calare i prezzi (in Francia il 67\% del carburante viene venduto nei supermercati, attualmente a meno di 1 euro)».

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