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10 Settembre 2002

«Consumatore piacentino, meriti un`aria nuova»

L`associazione che rappresenta gli interessi dei cittadini annuncia da Bologna un check-up sull`inquinamento e i diritti violati

«Consumatore piacentino, meriti un`aria nuova»

Il Codacons sferra la campagna pro-ambiente

Il consumatore alza la testa. E non è solo questione di porre un argine al caro-prezzi, c`entra sopratutto la qualità della vita: la bontà dell`aria, dell`acqua, da difendere con le unghie e con i denti. Anche sui diritti «calpestati» soffia aria di insurrezione. Una rivolta pacifica, s`intende, a suon di carte bollate. L`autunno del consumatore promette scintille, parola di Codacons. Il coordinamento delle associazioni per la tutela dell`ambiente e dei diritti di utenti e consumatori annuncia infatti una campagna d`ottobre su Piacenza.
Sono nati, infatti, numerosi comitati di cittadini affiliati alla sigla Codacons, spiega il coordinatore, avvocato Bruno Barbieri. E di carne al fuoco ce n`è tanta, specie sul versante ambientale. «A parte tenere sotto osservazione prezzi delle merci e dei servizi, verificheremo le situazioni piacentine a forte rischio ambientale». Codacons ha acceso, dunque, i riflettori su città e provincia e il suo pool di legali e tecnici affronterà, per prima, la verifica di centinaia di autorizzazioni rilasciate per l`installazione di antenne per la telefonia mobile e antenne Radio-Tv. «Questo in base alla interpretazione in materia di elettrosmog data dall`assessorato all`ambiente della Regione che non sembra coincidere – spiega Barbieri – con il lavoro di verifica svolto da molte Arpa provinciali dal 2000 ad oggi». L`elenco stilato da Codacons dà le vertigini. E se sul caso della River Spa è già davanti al giudice insieme agli abitanti di Podenzano, si annunciano accertamenti su Eridania, Edison, compostaggio Maserati, cava attigua alle Caselle, discarica di Agazzino, cava di Agazzana, cava in via di completamento di Caramello, centrale termoelettrica di Caselle. E ancora, indagini toccherano i fanghi di spargimento sui terreni agricoli, la presenza di case fatiscenti con rischio di caduta in località Calcinara di Ziano, ma c`è pure la mancata visibilità delle strade in Comune di Ziano a causa dell`assenza di potatura delle alberature sulla strada, e la cartellonistica «sbagliata» in diversi altri Comuni. «Chiederemo copie delle documentazioni relative a tutte queste tematiche – anticipa Barbieri -, se il caso, là dove ci sono irregolarità, a nostro giudizio, presenteremo diffide ai sensi della legge 281 del `98 che riconosce alle associazioni di poter chiamare in giudizio le parti interessate, pubbliche o private che siano». Il Codacons sembra molto agguerrito, e non solo sull`ambiente, ma pure su altri diritti che presume «violati» e che toccano non la salute o la sicurezza bensì il portafoglio. Consorzio di Bonifica Un appello a sé riguarda il Consorzio di bonifica dei bacini Tidone Trebbia. Dopo la sentenza piacentina che ha riconosciuto le ragioni di alcuni consumatori tra le molte migliaia interessati al tributo consortile, l`associazione invita gli utenti che non sono convinti di aver avuto reali vantaggi dai lavori del Consorzio, a sottoporre la loro posizione a Codacons. «Si tratta di verificare le condizioni per chiedere un rimborso di quanto finora pagato». Guardando indietro, anche di cinque anni. Codacons – assicura Barbieri – da sempre contesta la legittimità di questi tributi là dove non si riceve nessun vantaggio neppure in termini di aumento del valore della proprietà.

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