29 Giugno 2004

Consulta rinvia tempi condono edilizio, governo ottimista



– La Corte Costituzionale ha annullato alcuni articoli del decreto legge sul condono edilizio allungando significativamente i tempi per la chiusura della sanatoria dalla quale il governo ha detto di aspettarsi 3,5 miliardi di gettito entro fine anno.

Al Tesoro, dove si sta valutando la manovra correttiva per l`anno in corso chiesta da Bruxelles per non sfondare il tetto del 3% del Pil, non si fanno commenti.

Parla invece il ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia e assicura che il governo recepirà le indicazioni di modifica del provvedimento della Consulta “rapidamente“ e che in “in tal modo, l`obiettivo di gettito 2004 verrà centrato“.

Secondo stime della Corte dei Conti di questa settimana, la sanatoria edilizia, il cui termine originario era stato fissato per il 31 luglio ha dato finora solo 300 milioni.

Contro il provvedimento si erano rivolte alla Consulta otto Regioni lamentando un eccesso di potere da parte dello Stato centrale.

PIU` TEMPO PER LEGGI REGIONALI

Tra le varie parti annullate perchè ritenute incostituzionali, c`e` anche il comma 38 dell`articolo 32 nella parte in cui prevede che sia l`allegato 1 dello stesso decreto legge anziché la legge regionale a determinare la misura dell`anticipazione degli oneri concessori nonché le relative modalità di versamento; conseguentemente anche l`allegato 1 è illegittimo.

Spiega l`avvocato Nicolò Paoletti, che rappresentava nel ricorso il Codacons contro il governo: “La Corte Costituzionale ha sancito tra l`altro l`incostituzionalità del termine di 60 giorni concesso alle Regioni per emanare la normativa regionale. La conseguenza di ciò è che il legislatore statale dovrà stabilire rapidamente un congruo termine (più tempo) entro il quale le Regioni dovranno esercitare il loro potere legislativo. Se le Regioni non dovessero rispettare questo termine si applicherà l`articolo 32 nella sua forma originaria“.

Il legislatore statale dovrà anche fissare nuovi termini per la presentazione delle domande di condono da parte degli interessati che dovranno decorrere dalla scadenza del termine ultimo posto alle Regioni facendo salve le domande già presentate.

Se il Parlamento dovesse intervenire e le Regioni invece no verrebbe meno il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni e troverebbe applicazione anche in questro caso l`articolo 32 nella sua formula originaria.

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