Consulta Nazionale Antiusura
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fonte:
- AGI
(AGI) – Bari, 25 ott. – Piu’ volte la Consulta Nazionale Antiusura ha chiesto "alle forze politiche, parlamentari e governative, di fissare non oltre i 30 milioni di euro il tetto massimo delle vincite al Superenalotto, destinando il sovrappiu’ ad interventi di carattere sociale". "L’insistente proposta – si legge in una nota del segretario nazionale della Consulta mons. Alberto D’Urso – ha sempre registrato e manifestato la volonta’ delle Fondazioni Antiusura che operano sull’intero territorio nazionale per combattere e prevenire l’indebitamento ed il ricorso all’usura, le attese di altre Associazioni di consumatori, in particolare il Codacons e soprattutto le attese e la volonta’ di un numero crescente di cittadini disorientati dalla cifra astronomica che il Jackpot di volta in volta raggiunge". L’invito e’ stato sempre disatteso. "Si vorra’ ancora continuare ad essere sordi ora che il Jackpot ha raggiunto la cifra di 173 milioni e 400 mila euro? – si chiede ancora nella nota – in Italia il "gioco d’azzardo" e’ da considerare una delle primarie "industrie" che, a differenza di quelle vere, non produce valore aggiunto nei beni e nei servizi ma solo illusioni che possono degenerare e sgretolare il tessuto sociale. Colpevolmente si dimentica che l’insistenza nel promuovere ed incentivare l’acquisto delle schedine del Superenalotto e la diffusione dei "giochi d’azzardo" (lotterie, poker on-line, slot-machine e skill games?) sono tra le prime cause dell’indebitamento delle famiglie, l’anticamera del ricorso al prestito usuraio". Secondo mons. D’Urso "non esiste, purtroppo, una politica efficace del "gioco responsabile", politica che invece e’ praticata in altri Paesi, come l’Australia, la Svizzera, l’Olanda, il Canada. Esiste oggi un’apertura selvaggia ad ogni modalita’ di gioco, con nessuna tutela per i minori di 18 anni ma solo con una sterile esortazione a "giocare con moderazione". (AGI) (AGI) – Bari, 25 ott. – "In questi Paesi – prosegue D’Urso riferendosi all’esperienza di Svizzera, Canada,Olanda – i profitti dei gestori e dei concessionari vengono tassati al 70%; in Italia, invece, siamo nella media del 16%. La prospettiva di vincere oltre 173 milioni di euro puo’ solo far sognare e poi "impazzire" qualcuno. Contemporaneamente i poveri in Italia sono 9 milioni, il ceto medio sprofonda e schiere di giovani disoccupati o cassintegrati, donne sole ecc., infoltiscono questa zona "grigia" e dimenticata della societa’. Un italiano su sei ha difficolta’ a sbarcare il lunario e a pagare le bollette, la rata di mutuo o l’affitto mensile della casa. I poveri, dal 2009, sono aumentati del 3,7%, soprattutto nel Sud Italia il cui tasso di poverta’ si attesta ad oltre il 13%". Non possiamo assistere tranquilli e inerti di fronte a questa stridente contraddizione: da una parte si vede aumentare ogni due o tre giorni la posta del Jackpot e dall’altra si deve constatare la poverta’ assoluta – conclude la nota – un limite al tetto delle vincite destinando il sovrappiu’ ad investimenti di carattere sociale potrebbe aiutare molte famiglie a non perdere casa, ad avere un lavoro, una scuola, il pane quotidiano" peraltro "le possibilita’ di vincita al Superenalotto sono pari ad una probabilita’ su 622 milioni di combinazioni" mentre i "malati d’azzardo sono non meno del 3% dei giocatori abituali".(AGI) Red
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