CONSULTA: FUMATA NERA PER ELEZIONE GIUDICI
CODACONS: SI ATTENDE DECISIONE CORTE COSTITUZIONALE CHIAMATA A PRONUNCIARSI SU EMPASSE PARLAMENTO
Mentre si registra oggi una nuova fumata nera per l’elezione di due giudici costituzionali da parte del Parlamento, il Codacons ricorda che nei prossimi giorni arriverà la decisione della Consulta su un ricorso promosso dall’associazione e relativo proprio all’empasse sulle nuove nomine.
Nell’ambito di una causa promossa dal Presidente Codacons, Carlo Rienzi, e relativa alla legittimità costituzionale dell’impianto normativo riguardante il riconoscimento della parità scolastica per gli istituti c.d. paritari, è stata infatti sollevata questione di legittimità costituzionale anche in merito alle norme che non prevedono un termine massimo di stallo del Parlamento o sistemi alternativi di nomina quando si creano empasse come quello attuale.
“La questione appare rilevante in quanto l’interpretazione del complesso normativo all’esame della Corte, coinvolgendo valori di libertà e di parità tra scuole pubbliche e private anche religiose, non potrebbe essere validamente decisa senza l’apporto decisionale della completa componente parlamentare” – si legge nel ricorso.
La paralisi sulle nomine, infatti, mina gravemente il diritto di difesa costituzionalmente garantito (art. 24 Cost.) nonché del giusto processo (art. 111) e le stesse norme riguardanti la durata e le funzioni proprie della Corte (art. 135 e 137), nella parte in cui non prevedono una modalità alternativa in caso di stallo nelle nomine.
Per tale motivo il Presidente Codacons Carlo Rienzi ha chiesto alla Corte Costituzionale di “dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art.1 e 16 della legge nr. 87 del 1953, nonché degli artt. 3 legge n. 2 del 1967 e 26 della legge n. 20 del 1962 e delle altre norme vigenti, per contrasto con gli artt. 24, 111, 135 e 137 della Costituzione nella parte in cui non prevedono un termine temporale alla mancata nomina della componente parlamentare dei Giudici costituzionali e nemmeno la possibilità di nominare, in via alternativa, in caso di membri dimissionari della Corte ovvero alla scadenza del mandato, i propri membri facendo ricorso ad altri sistemi, come le commissioni parlamentari, l’abbassamento del quorum, la votazione palese, o l’affidamento alla stessa Corte o ad Autorità indipendenti nominate con la maggioranza dei due terzi dal Parlamento di designare anche temporaneamente i Giudici mancanti”.
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