6 Febbraio 2020

Consorzi, nuovi ricorsi contro la pioggia di cartelle

dopo l’ ondata di accertamenti confagricoltura valuta azioni legali
Donato NUZZACI Associazioni dei consumatori e degli agricoltori pronte a presentare ricorsi giudiziari e perizie per dimostrare il mancato beneficio derivante dalle opere dei Consorzi di bonifica. E dopo la polemica innescata da Codacons Lecce, anche Confagricoltura si schiera dalla parte dei contribuenti dell’ area del Consorzio Ugento Li Foggi, che nei giorni scorsi hanno ricevuto le notifiche dalla società Creset, incaricata per la riscossione, con intimazioni di pagamento per opere irrigue (codice 648) per gli anni 2013, 2014 e 2015. «Sì ai ricorsi contro le cartelle e le ingiunzioni di pagamento dei Consorzi di bonifica, ma sul tributo 648 (contributo per opere di irrigazione) occorre valutare caso per caso e motivare bene le richieste», spiegano dall’ organizzazione degli agricoltori che si dice pronta «a tutelare quanti vogliano avviare ricorsi contro queste cartelle, alcune delle quali a nostro avviso pretendono somme per tributi già prescritti». A dichiararlo è il direttore di Confagricoltura Adriano Abate che invita i contribuenti «a opporsi a queste richieste di tributo» e allo stesso tempo sostiene la necessità di «predisporre ricorsi fatti bene con perizie fondate, soprattutto con il tributo 648 per il quale difficilmente un contribuente può dire di non avere un beneficio. Occorre sostenere e motivare con criterio le iniziative legali davanti alle Commissioni tributarie. In molti casi, finora, i giudici hanno accolto in primo grado le nostre tesi, e ora siamo in attesa del secondo grado di giudizio. Continueremo a tutelare gli agricoltori». La materia del contendere stavolta è il tributo 648, che interessa i proprietari di terreni ricompresi all’ interno del comprensorio irriguo, che usufruiscono del servizio di utilizzo dell’ acqua per irrigazione. Ma sul punto ci sono delle distinzioni. Tra gli addetti del settore è ormai nota la convinzione che a differenza del contributo ordinario (codice 630), per il quale il contribuente in fase di ricorso può con più facilità dimostrare di non ricevere un beneficio diretto, il contributo opere irrigue (648) è direttamente proporzionale alla superficie ricadente nel perimetro dell’ impianto irriguo. Ciò vuol dire che nei pressi dell’ immobile (campagna, casa ecc.) chiamato a pagare questo tributo sono presenti impianti di irrigazione che possono essere utilizzati su richiesta dal contribuente, il quale riceve un beneficio diretto che può far aumentare il valore dello stesso immobile. E anche per questo il Consorzio sostiene la legittimità della riscossione. Il direttore Vito Caputo ha già difeso l’ operato dell’ ente e spiegato che i «Consorzi di bonifica non dilapidano le risorse dei consorziati. Le raccolgono, le investono e le moltiplicano, aggiungendovi fondi pubblici e finanziamenti a sostegno di opere di pubblica utilità». Ma la polemica resta in piedi. E fa discutere i sindaci che chiedono alla Regione di intervenire. Ad intervenire è Marcello Rolli, sindaco di Leverano, nel comprensorio del Consorzio Arneo: «Da noi non sono arrivate fino ad oggi cartelle di pagamento per contributi arretrati, ma la questione resta in piedi. Non c’ è una corrispondenza tra il servizio e il suo costo. In un momento drammatico per il settore oliviticolo, non si può far pagare ai contadini e piccoli conduttori un servizio poco sfruttato. La campagna è cambiata totalmente, invece l’ atteggiamento dei consorzi è sempre lo stesso – continua il sindaco Rolli -. A Leverano bisogna rimodulare tutto il sistema di irrigazione, tenendo conto delle conseguenze che ha determinato la questione xylella. Questi contributi vengono percepiti come una tassa iniqua, bisogna creare una corrispondenza tra servizio e richieste di pagamento». Anche Rocco Palese di Forza Italia torna all’ attacco: «Volge al termine anche questa legislatura regionale e, in coerenza con l’ incoerenza degli ultimi 15 anni di governi di centrosinistra, si concluderà con la celebrazione di una pietra miliare delle promesse mancate: la non-riforma dei Consorzi di bonifica, con il salasso ai danni degli agricoltori. Chi si candida a governare la Regione assuma sin d’ ora impegni precisi su cosa intende fare per porre fine a questo scandalo ultradecennale». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
donato nuzzaci

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