1 Aprile 2011

Consorzi di bonifica Scontro sui canoni tra la Lega e il Pdl

Consorzi di bonifica Scontro sui canoni tra la Lega e il Pdl
 

1. Quest’ anno, per legge, gli allacciati alla fognatura non pagheranno il canone ai consorzi di bonifica. Non si rischia che i consorzi non abbiano i fondi nemmeno per fare la manutenzione ordinaria degli argini? Ha senso farli funzionare senza adeguate risorse o li ritenete comunque dei carrozzoni? FINCO. Nonostante in passato quel contributo sia stato pagato, il Veneto è andato sott’ acqua. Non ha senso pagare la tassa di depurazione e poi anche il canone di bonifica al consorzio. In alcune zone del Veneto i consorzi possono anche avere senso ma nella fascia Pedemontana sono inutili carrozzoni. BENDINELLI. I consorzi di bonifica sono in grande difficoltà nello svolgere anche gli interventi di minima. La legge che abbiamo approvato mi lascia enormi perplessità, dobbiamo rivederla al più presto anche in ragione del fatto che sono proprio gli utenti allacciati alla fognatura che stanno nelle città quelli che corrono i maggiori rischi di alluvione: questo dovrebbe giustificare un loro contributo alla necessaria opera dei consorzi. 2. Manutenzione ordinaria a parte sono necessarie opere straordinarie per far fronte al rischio alluvioni. In questo i consorzi sono un aiuto o un ostacolo? FINCO. In trent’ anni cosa hanno fatto i consorzi per favorire la realizzazione delle le grandi opere? Possono dare il loro contributo, ma non è fondamentale. BENDINELLI. Li ritengo un aiuto, purché supportati nelle operazioni straordinarie, anche economicamente, da Regione, Genio Civile e quant’ altri. Non si può imputare loro di non aver fatto opere per le quali non possono certo autofinanziarsi. La Regione ha le sue responsabilità, meglio sarebbe stato realizzare opere per evitare allagamenti che inseguire voti finanziando piazze in questo o quel Comune… 3. Per il presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, nel consorzio Alta Pianura Veneta hanno assorbito più energie le lotte di potere che le opere da fare. Che ne pensate? Meglio consorzi più piccoli e gestibili? FINCO. Quello che è accaduto in quel consorzio è responsabilità del presidente ed è una cosa vergognosa che meriterebbe il commissariamento. Il problema non è la dimensione del consorzio ma poter contare su un gruppo dirigente che sappia lavorare per il territorio e non per dare più forza al Vicentino piuttosto che al Veronese. BENDINELLI. Purtroppo le lotte di potere hanno causato spesso la mala gestione degli enti erogatori di servizi. Per questo credo sia necessaria una riflessione sulla classe dirigente a capo dei consorzi. 4. Per realizzare le grandi opere a tutela dal rischio idrogeologico sono necessari 2 miliardi e mezzo di euro. Meglio aumentare le accise sulla benzina, introdurre una diversa tassa di scopo o che altro? FINCO. Né l’ una né l’ altra. Abbiamo un residuo fiscale di 11 miliardi di euro l’ anno che va a colmare il disavanzo delle regioni del sud. La battaglia fondamentale è sul nostro diritto ad avere dallo Stato i soldi per mettere in sicurezza il territorio e basterebbe appunto trattenerne parte di quelli che versiamo a Roma. E’ una battaglia che abbiamo il dovere di fare, prima di pensare a qualsiasi altra soluzione. BENDINELLI. Meglio invece tagliare in settori dove non c’ è una razionalizzazione delle risorse. Magari non troveremmo 2 miliardi e mezzo di euro, ma recupereremo qualche centinaio di milioni. Per quelli che mancano dobbiamo bussare dal Governo e in Europa, le tasse sarebbero l’ extrema ratio anche se sono totalmente contrario. 5. Le alluvioni sono state causate da mancanza di programmazione e eccessiva cementificazione. La politica non è stata in grado di proteggere il territorio. E’ impensabile poter ottenere tutti i finanziamenti necessari, ma perché ora dovrebbero pagare i cittadini? FINCO. E’ vero, sarebbe un doppio danno per i cittadini. Sento tanti sindaci che si lamentano con la Regione, ma non uno ha chiesto conto ai predecessori che hanno permesso di costruire non lontano dagli argini dei fiumi. BENDINELLI. Non sempre si è trattato di eccessiva cementificazione, però di sicuro la politica ha una sua responsabilità e noi dobbiamo avere l’ obbligo morale di evitare che accada di nuovo quanto si è verificato in questo inverno. 6. Si parla di addizionale Irpef per il buco della sanità, e si ipotizzano accise sulla benzina e reintroduzione del canone di bonifica per far fronte al rischio allagamenti: non rischiate di diventare i partiti delle tasse? FINCO. Lo Stato ci ha tolto 350 milioni di euro di trasferimenti e l’ abolizione dell’ addizionale Irpef è stata un "regalo" di Galan. Ma se vogliamo garantire i servizi essenziali credo sia giusto che si applichi l’ addizionale a chi guadagna più di 50 mila euro lordi l’ anno ricavando forse qualcosa anche per tutelare il territorio. L’ addizionale è sicuramente più equa della reintroduzione del canone di bonifica che vuole il Pdl. Per il resto nessun altro balzello. BENDINELLI. Sì, ma siamo anche i partiti che si trovano ad amministrare in una situazione che non ha precedenti dal punto di vista ambientale. Che ci sia chi vuole strumentalizzare politicamente la situazione è un altro discorso e comunque, ripeto, sono contrario a nuove tasse. 7. Il presidente del Codacons Franco Conte sostiene che si potrebbe recuperare denaro per mettere in sicurezza il territorio riducendo gli sprechi nel funzionamento della macchina politica regionale. Voi che tagli proporreste? FINCO. Siamo una delle Regioni con meno dipendenti in Italia. Casomai dovremmo riorganizzare alcuni enti. L’ Arpav, per esempio, con i suoi 1000 dipendenti e 200 dirigenti, oppure Veneto Agricoltura o Avepa, l’ agenzia per i pagamenti in agricoltura. L’ Arss poi, l’ agenzia regionale socio sanitaria, andrebbe sciolta. BENDINELLI. I costi della politica sono una goccia nel mare degli sprechi. E’ nella sanità che c’ è uno spropositato impiego di risorse. Perché un ricovero in una struttura pubblica deve costare dal 25 al 30% in più rispetto al ricovero in una clinica privata? 8. I grandi progetti per la messa in sicurezza del territorio ci sono dal dopo-alluvione del 1966. Il sindaco vicentino Variati ha suggerito anche gli appalti senza gare per fare le opere in fretta. Voi che proponete per non perdere altro tempo? FINCO. Credo che l’ intesa con territorio vada sempre perseguita, ma sono anche convinto che se nel giro di 4-5 mesi non si trova un accordo il Commissario abbia il compito di decidere. Per gli appalti bisogna rispettare le normative vigenti. BENDINELLI. In una situazione di emergenza l’ assegnazione di un appalto diventa comunque più veloce, le gare si devono fare. La garanzia che si faranno i lavori non dipende dalle modalità di assegnazione degli appalti, ma dalla volontà di trovare i finanziamenti. 9. Per realizzare i bacini di espansione sono necessari 2 mila ettari di terreno. I contadini sono divisi tra le modalità dell’ esproprio e dell’ indennizzo. Voi che ne pensate? FINCO. Meglio gli indennizzi perché garantirebbero ancora la possibilità di certi tipi di coltivazioni nei terreni dove far defluire l’ acqua in caso di necessità. BENDINELLI. Io mi augurerei… delle cessioni bonarie dei terreni. E’ una provocazione, lo so. Mi auguro l’ accordo più indolore. 10.Tanti si occupano di acqua: Genio civile, acquedotti, consorzi di bonifica, enti locali. Riterreste più efficace un solo ente per la gestione dell’ acqua e della difesa del suolo? FINCO. E’ proprio quello cui stiamo lavorando in commissione: un’ agenzia regionale per le acque e la difesa del suolo. In questo modo sarebbero chiare le competenze e anche le responsabilità. BENDINELLI. No, riterrei più efficace un maggior coordinamento tra tutti coloro che si occupano di acqua e territorio. Coordinamento che spesso non esiste.

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