4 Luglio 2006

Consob: necessario e possibile recuperare fiducia nel mercato




Milano. «Recuperare fiducia nel mercato è necessario e possibile». Una fiducia che «va sostenuta con processi di sviluppo che si realizzino nel rispetto delle regole». È quanto ha detto il presidente Consob Lamberto Cardia nel suo incontro annuale con il mercato finanziario facendo riferimento ai vari scandali che si sono succeduti, da Cirio e Parmalat fino all` ultimo che ha coinvolto il mondo del calcio.
Il presidente ha richiamatoancora una volta le banche italiane sulla permanenza di alcuni nodi strutturali del sistema: la dimensione troppo piccola, gli intrecci nel capitale con l`industria, il controllo operativo delle società di gestione del risparmio e la forte presenza degli istituti finanziatori nelle operazioni di quotazione delle società.
Cardia, forte dell`intervento decisivo avuto dalla Consob lo scorso anno nelle fallite scalate bancarie (Bnl e Antonveneta) per contrastare e spezzare il disegno dei «furbetti del quartierino», ha quindi lanciato un chiaro segnale alla platea in cui sedevano i massimi vertici degli istituti di credito italiane. Opinioni che trovano peraltro molti punti in comune con le posizioni espresse dal Governatore di Banca d`Italia Mario Draghi, non a caso presente all`incontro dopo 6 anni di assenza del numero di Via Nazionale all`evento.
Cardia plaude quindi alla fine dell`autorizzazione preventiva di Bankitalia alle opa bancarie e auspica una maggiore sincronia con Via Nazionale e l`Isvap nei tempi e nelle modalità delle autorizzazioni alle offerte, per dissipare le incertezze vissute dal mercato lo scorso anno.
Ma la sintonia con Draghi, che nella relazione annuale lo scorso 31 maggio aveva esortato le grandi banche a crescere per meglio competere in Europa, si trova anche nella denuncia dell`intreccio fra banche e società di gestione risparmio che rende queste ultime meno competitive con danno per il risparmiatore.
Le Sgr, ha spiegato Cardia, sono condizionate dalle «scelte organizzative, produttive e commerciali» e dalle «logiche del gruppo» di appartenenza. Per evitare inoltre una «fuga» dei cervelli finanziari dall`Italia (la delocalizzazione è già in atto verso paesi più favorevoli come Irlanda e Lussemburgo) occorre realizzare l`indipendenza operativa delle Sgr dalle banche e razionalizzare gli aspetti normativi e fiscali. L`intreccio, a livello anche di corporate governance, emerge dai dati della relazione secondo cui fra i 172 amministratori delle prime 20 Sgr di matrice bancaria e assicurativa (che controllano l`83% del patrimonio gestito dei fondi armonizzato di diritto italiano) solo 39 non ricoprono cariche nella capogruppo o in società del gruppo controllante.
La piccola dimensione e le Sgr si affiancano a un tema già affrontato dal presidente della Consob lo scorso anno: quello degli intrecci fra banche e industria. In Italia, nota il numero uno della Commissione, permane «la natura dell`integrazione proprietaria tra banca e industria che, a differenza di altri paesi europei, vede una netta partecipazione di società non finanziarie nel capitale delle banche».
Infine l`ultima stoccata agli istituti, la Consob la riserva a quegli istituti che sono al tempo stesso finanziatori e collocatori delle società che vanno in Borsa.
È stata premiata con una serie di apprezzamenti la relazione di Lamberto Cardia. Un discorso «eccellente», secondo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a cui ha fatto eco il ministro dell`Economia Tommaso Padoa-Schioppa: «È stata una relazione esemplare». «Relazione deludente» per il Codacons.

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