2 Marzo 2019

Consob avverte gli istituti: attenzione alla trasparenza

IL RISPARMIO MILANO Un richiamo rivolto alle banche e alle società di gestione del risparmio sugli obblighi di trasparenza sui costi per i servizi di investimento previsti dalla direttiva Mifid2. Un «richiamo di attenzione» diretto a tutti gli intermediari, con cui la Consob chiede «il rispetto» delle norme che impongono un rendiconto dettagliato e analitico di tutti gli oneri connessi alla sottoscrizione di quote di fondi e prodotti finanziari. Le disposizioni «si applicano in modo incondizionato, chiaro ed esplicito, sin dall’ entrata in vigore della Mifid2», chiarisce la Consob, ricordando che la normativa ha efficacia dall’ inizio del 2018 e che l’ Esma, l’ associazione delle Consob europee, ha pubblicato nel dicembre 2016, aggiornandolo costantemente, un documento di domande e risposte sul tema. IL SOLLECITO Il nodo dell’ applicazione della Mifid2 è scoppiato a inizio gennaio quando le associazioni degli intermediari (Assogestioni, Assoreti, Abi e Assosim) si sono rivolte alla Consob perché sollecitasse l’ Esma a fornire una serie di chiarimenti, in modo da poter procedere alla rendicontazione ex post dei costi sostenuti dai risparmiatori nel 2018. Alla richiesta, che ha fatto temere un rinvio della trasparenza, ha fatto seguito una circolare con cui l’ Abi ha sollecitato le banche a procedere «tempestivamente» all’ invio dell’ informativa sul 2018, ribadendo che deve essere fornita «il prima possibile», così come già chiarito dall’ Esma. I documenti che dovrebbero scomporre le commissioni, suddivise per tipologia, in percentuale sull’ investimento e in valore assoluto, però non sono ancora arrivati. Il richiamo «è in linea» con la circolare dell’ Abi, commenta il direttore generale Giovanni Sabatini, secondo cui le banche «si apprestano a produrre, in coerenza con la tempistica prevista dall’ Autorità europea che vigila sui mercati finanziari, la rendicontazione periodica riferita a costi e oneri complessivamente sostenuti dai clienti nel corso del 2018». Dal canto suo, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sottolinea invece che i richiami «non bastano, perché serve eseguire controlli nelle filiali e applicare sanzioni pesanti nei confronti degli istituti che violano le disposizioni e non garantiscono il diritto alla trasparenza degli utenti». Mifid2 «impone in modo incondizionato, chiaro ed esplicito» di dare «agli investitori, ex ante ed ex post, informazioni in forma aggregata su tutti i costi ed oneri connessi ai servizi prestati e agli strumenti finanziari, per consentire al cliente di conoscere il costo totale ed il suo effetto complessivo sul rendimento», ricorda la Consob. Che invita anche i distributori ad «evitare» di vendere quei prodotti finanziari per cui non è possibile reperire dal produttore «i dati necessari». L’ authority di Borsa, nel ribadire che il rendiconto sui costi ex post va dato «il prima possibile», ha chiesto alle banche di illustrare compiutamente tutti «i presidi adottati per la trasparenza» dei servizi di investimento «nella prossima Relazione sui servizi da trasmettere alla Consob entro il 31 marzo». Al. Cam. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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