27 Gennaio 2019

Consiglio, la sede avveniristica tra corsa contro il tempo e intoppi

Il 31 gennaio dovrebbe esserci, il condizionale è d’ obbligo, il debutto ufficiale: la nuova sede della Regione Puglia l’ opera da oltre cento milioni di euro travolta dalle polemiche e sotto inchiesta è (quasi) pronta ad ospitare quotidianamente circa 400 persone, tra dipendenti e consiglieri regionali. Il palazzo di vetro, avveniristico ma già con qualche problemino (venerdì la pioggia è penetrata dal soffitto), sorge in via Gentile, all’ ingresso sud di Bari, rione Japigia. Giovedì prossimo si dovrebbero tenere, secondo calendario, le riunioni delle commissioni, ma non si possono escludere al momento ulteriori rinvii. Se tutto dovesse filare liscio, sarà la prima attività istituzionale a svolgersi nell’ edificio diventato famoso in tutta Italia per le cosiddette plafoniere d’ oro. In realtà, come messo nero su bianco dalla guardia di finanza nella sua informativa pronta ad essere trasmessa alla Corte dei Conti e alla Procura di Bari, il prezzo delle luci non è fuori mercato, anzi: i 341 euro sono al di sotto della media. Il problema è nelle spese accessorie: trattandosi di un appalto a corpo (nel quale la Regione acquista l’ edificio chiavi in mano), la legge prevede un meccanismo ben preciso per le varianti in corso d’ opera, che al costo del bene (indicato dalla direzione lavori in base ai listini) somma poi le voci relative a trasporto, manodopera degli operai, oneri per la sicurezza, il 15% di spese generali e l’ utile d’ impresa, da depurare del ribasso d’ asta offerto in sede di gara dall’ impresa appaltatrice (nel caso specifico, il 41,75%) e da assoggettare a Iva. L’ ipotesi della finanza è che nonostante la scelta sia caduta su un modello più economico rispetto a quello inizialmente scelto, il ricorso a questo meccanismo di variante abbia comunque prodotto una spesa inutile, pari a circa il 50% del totale. Uno sperpero, secondo la finanza, pari a circa 600mila euro. Tra infiltrazioni, polemiche e inchieste, prosegue il trasloco da via Capruzzi a via Gentile, circa 7-8 chilometri di distanza. Il primo consiglio regionale nel palazzo di vetro di dovrebbe tenere nei primi dieci giorni di febbraio, l’ aula è in fase di allestimento. L’ edificio è stato progettato nell’ ormai lontano 2002, ci sono voluti 17 anni per inaugurarlo. Il cantiere è stato aperto, invece, nel 2011, sono state necessarie ben cinque varianti per aggiornare il progetto ed eliminare opere inutili come fontane monumentali, campi da calcio e da tennis, palestre e anfiteatri. A rallentare i lavori anche il ritrovamento durante gli scavi di alcune bombe militari risalenti alla Seconda guerra mondiale. La storia di questa struttura, nonostante sia relativamente recente, è già segnata da ricorsi, processi e scandali: prima dell’ attuale indagine penale e contabile, ci fu un altro processo penale sull’ aggiudicazione dell’ appalto ed è ancora pendente davanti al Tribunale civile di Bari una richiesta di risarcimento danni dell’ ingegnere Michele Cutolo. Tornando ai giorni nostri, invece, la pm Savina Toscani ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di frode in pubbliche forniture: l’ indagine non riguarda solo le plafoniere ma alcuni costi relativi alla realizzazione. L’ inchiesta è partita da un esposto del Codacons e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle lo hanno integrato l’ estate scorsa, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi. L’ inchiesta coordinata dal pm Savina Toscani, tuttora a carico di ignoti, è delegata alla guardia di finanza che è al lavoro sulla documentazione acquisita negli uffici regionali. I finanzieri stanno ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi. Ogni gara viene passata al setaccio. Parallelamente, anche la Corte dei Conti ha acceso i suoi fari ipotizzando un possibile danno erariale. Ci sono, però, aspetti positivi: il trasferimento in via Gentile permetterà alla Regione Puglia di eliminare affitti per 1,8 milioni all’ anno e risparmiare sulle spese energetiche annuali fino a 1,5 milioni. Il palazzo è un concentrato di tecnologia che sviluppa al massimo il concetto delle vetrate e degli spazi luminosi. Tra due corpi di fabbrica, infatti, è stato allestito l’ ingresso con l’ ampio foyer da cui partono i due ascensori che conducono alla sala del Consiglio. Il tutto con la creazione di una struttura completamente in acciaio (assi della lunghezza di 50 metri montati con una maxi-gru da 500 tonnellate) e vetro. Quest’ ultima è stata realizzata con la metodologia Bim (Building Information Modeling). Ovvero: dopo il disegno e le verifiche strutturali un software ha generato i file per modellare e tagliare meccanicamente ogni singolo pezzo d’ acciaio. Poi si è passati all’ assemblaggio sul posto. Ma è il tetto il pezzo forte dell’ immobile: è stato realizzato con cuscini di Etfe (Etilene Tetrafluoroetilene), un materiale trasparente, resistente agli agenti atmosferici e leggero. Al di sotto dei «cuscini» trasparenti c’ è la sala consiliare: ha la forma di una conchiglia con copertura di alluminio e interni in legno di faggio. L’ edificio sviluppa 166 mila metri cubi e per la sua realizzazione hanno lavorato giornalmente 150 tra operai diretti e appalto.
vincenzo damiani

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