21 Febbraio 2020

Consiglio di Stato: associazioni di consumatori sono legittimate a tutelare interessi legittimi collettivi

 

Non serve un’espressa previsione di legge per dare a un’associazione rappresentativa di utenti o consumatori la legittimazione a ricorrere a tutela degli interessi legittimi collettivi. È quanto stabilito dal Consiglio di Stato nell’accogliere un ricorso presentato dal Codacons.

Secondo l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato deve ritenersi che «un’associazione di utenti o consumatori, iscritta nello speciale elenco previsto dal codice del consumo oppure che sia munita dei requisiti individuati dalla giurisprudenza per riconoscere la legittimazione delle associazioni non iscritte, sia abilitata a ricorrere dinanzi al giudice amministrativo in sede di giurisdizione di legittimità».

Il principio di diritto

Il Consiglio di Stato ha così accolto il ricorso del Codacons in tema di banche e obbligazioni subordinate azzerate, e riformato la sentenza del Tar Lazio che dichiarava inammissibile le istanze presentate dall’associazione a tutela dei risparmiatori di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti.

Scrive il Consiglio di Stato: «Gli enti associativi esponenziali, iscritti nello speciale elenco delle associazioni rappresentative di utenti o consumatori oppure in possesso dei requisiti individuati dalla giurisprudenza, sono legittimati ad esperire azioni a tutela degli interessi legittimi collettivi di determinate comunità o categorie, e in particolare l’azione generale di annullamento in sede di giurisdizione amministrativa di legittimità, indipendentemente da un’espressa previsione di legge in tal senso».
Di cosa stiamo parlando

La vicenda, spiega il Codacons, nasce dal ricorso promosso dall’associazione al Tar del Lazio contro gli atti del Ministero dell’economia e di Banca d’Italia con i quali veniva disposta la risoluzione per le 4 banche in dissesto e azzerato il valore di azioni e obbligazioni subordinate. Il Tar rigettava le richieste dell’associazione, dichiarando l’assenza di legittimazione del Codacons, e contro tale decisione veniva proposto ricorso in appello.

Il Consiglio di Stato ha ora accolto le tesi dell’associazione. E questo, commenta il Codacons, apre la strada ad «una valanga di ricorsi in sede amministrativa».

Scrive l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella sentenza: “seppur è lecito opinare circa l’esistenza o meno, allo stato dell’attuale evoluzione sociale e ordinamentale, di un interesse legittimo collettivo, deve invece recisamente escludersi che le associazioni, nel richiedere in nome proprio la tutela giurisdizionale, azionino un “diritto” di altri. La situazione giuridica azionata è la propria. Essa è relativa ad interessi diffusi nella comunità o nella categoria, i quali vivono sprovvisti di protezione sino a quando un soggetto collettivo, strutturato e rappresentativo, non li incarni. […]

Da qui il principio di diritto sul fatto che gli enti associativi di utenti e consumatori sono «legittimati ad esperire azioni a tutela degli interessi legittimi collettivi di determinate comunità o categorie, e in particolare l’azione generale di annullamento in sede di giurisdizione amministrativa di legittimità, indipendentemente da un’espressa previsione di legge in tal senso».
Il Codacons: sentenza storica

Il Codacons apprezza e rilancia con l’annuncio di ricorsi per tutti i cittadini danneggiati da multinazionali o banche.

Commenta il presidente Carlo Rienzi: «Si tratta di una sentenza storica perché riconosce il diritto del Codacons di tutelare gli interessi collettivi di qualsiasi categoria di utenti presso la giustizia amministrativa, e senza alcuna limitazione. Ora migliaia di ricorsi potranno essere proposti dall’associazione in rappresentanza di milioni di cittadini italiani vessati o danneggiati da banche, multinazionali, fornitori di servizi, ecc».

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