Consiglio di guerra su conti e inflazione
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fonte:
- Il Manifesto
Berlusconi convoca il vertice della Casa delle libertà per venerdì. Vicino al naufragio il condono edilizio, bocciato dalla Ue, dal Fmi e da mezza maggioranza. Già deciso il blocco delle tariffe. E venerdì Marzano proporrà il decreto sulle Rc auto
ROMA.
Una telefonata chilometrica con il ministro dell`Economia Giulio Tremonti, poi un`altra, più contenuta, con il ministro per le Attività produttive Antonio Marzano. Subito dopo i due colloqui, Silvio Berlusconi ha ordinato al suo portavoce di annunciare la riunione del vertice della Casa delle liberà per venerdì prossimo, al termine di quella del consiglio dei ministri. Col premier e con tutti i segretari dei partiti della maggioranza ci sarà anche il sottosegretario Gianni Letta. Ordine del giorno i due fronti della crisi economica: conti in rosso e impennata dei prezzi. Il summit rischia di essere poco tranquillo. Tra gli inquilini della Casa delle libertà dissimulare tensioni e attriti è una abitudine consolidata. Ma l`insofferenza dei centristi e di An per l`onnipotenza dell`alleanza Tremonti-Lega è di giorno in giorno meno celata. Alla riapertura dell`attività politica, forse già nel vertice di venerdì, chiederanno al ministro di fare chiarezza una volta per tutte sullo stato dei conti. Il sospetto, inconfessato ma evidente, è che Tremonti adoperi i cordoni della borsa per fare politica, trovando i fondi per alcuni interventi e impugnando i conti in rosso per bloccarne altri. Ma se il ministro dimostrerà che la borsa è davvero vuota, le polemiche lasceranno il posto alla ricerca di una via d`uscita che per il momento nessuno intravede.
E` lo spinoso nodo della prossima finanziaria, che Berlusconi e Tremonti hanno affrontato ieri nella loro lunga telefonata senza arrivare per il momento ad alcuna conclusione. Sulla carta è ancora in ballo il condono edilizio, che regalerebbe allo stato qualche miliardo di euro, tra i 5 e gli 8, e permetterebbe così una manovra meno pesante rispetto ai 20 miliardi di euro sui quali si sta orientando il ministero dell`Economia. Solo che quel condono è stato colpito e affondato ieri da tutte le parti, non escluse componenti sostanziali della maggioranza. «Eravamo e siamo assolutamente contrari a qualunque ipotesi di condono edilizio», chiude i giochi la Lega per bocca del presidente della commissione Bilancio della camera Giorgetti. Una buona metà di An la pensa allo stesso modo, anche se il ministro dell`Agricoltura Alemanno è più possibilista. Assicura di non avere «nessun pregiudizio contro condoni edilizi o fiscali», purché ci sia «un`attenta verifica delle regole e dei modi di attuazione».
Non necessita di alcuna verifica l`opposizione, che spara a zero sul condono edilizio, come anche la Cgil. Ma il colpo di freno più secco arriva dalla Ue e dal Fondo monetario internazionale. Entrambe le istituzioni hanno segnalato ieri che i condoni sono misure una-tantum, prive di efficacia dal punto di vista strutturale. Né la Ue né il Fondo monetario potevano spingersi oltre. Nonostante la discrezione formale si tratta di una bocciatura in piena regola, tanto più che, subito dopo la finanziaria, gli ispettori dell`Fmi torneranno in Italia per esaminare gli effetti della manovra.
In questa condizione, il condono edilizio si può quasi dare per defunto. Diverso il discorso per quanto riguarda l`altro condono di cui si è parlato in agosto, quello fiscale. Lo stesso Giorgetti, dopo aver bloccato il condono edilizio, ha dato invece l`ennesimo via libera leghista a quello fiscale, già vistato anche dalle altre forze della Casa delle libertà. Ma anche su questa ipotesi pesa la contrarietà della Ue e del Fondo monetario, e ancor più quella di Tremonti.
Il secondo fronte, quello dgli aumenti e dell`inflazione è stato invece al centro del colloquio tra Berlusconi e Marzano. Per quanto crei anch`esso dubbi e perplessità nella maggioranza, il blocco delle tariffe è già stato deciso. Governo e vertice della maggioranza si limiteranno a controfirmare. Il 4 settembre è in programma l`incontro tra Marzano e le 13 associazioni di consumatori riunite nel Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti). Tre di queste, l`Adoc, il Codacons e la Federconsumatori, diserteranno però la riunione. Avevano posto come condizione per la loro presenza la partecipazione al vertice anche di Berlusconi. Dopo il no del governo le 3 associazioni hanno confermato lo sciopero dei consumi per il 12 settembre. Ma anche le 10 associazioni che parteciperanno all`incontro minacciano inizative simili se il colloquio «si rivelerà inconcludente».
Resta il nodo delle Rc auto. Già venerdì, al consiglio dei ministri, Marzano proporrà di stringere drasticamente i tempi con il decreto legge. Dopo essere stata approvata dalla camera, la legge giace al senato da sette mesi, paralizzata dalle divisioni all`interno della maggioranza. Il relatore, il forzista Bettamio giura che Forza Italia farà il possibile perché il provvedimento venga approvato entro settembre. Ma a questo punto Marzano non vuole correre rischi e terrà duro sul decreto, anche per presentarsi con qualcosa di solido in mano alla riunione con le associazioni dei consumatori. Prima ancora dell`incontro, il 3 settembre, verrà avviata dalla commissione Attività produttive del senato una commissione d`indagine sui rincari delle assicurazioni. «E` necessario – afferma il presidente della commissione Pontone – bloccare un fenomeno che ha assunto proporzioni gigantesche».
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