22 Marzo 2008

“Considerata l`inflazione il dato è negativo“

Le vendite al dettaglio nel mese di gennaio sono aumentate dell`1 per cento in un anno e dello 0,2% rispetto a dicembre. Lo annuncia l`Istat, precisando che la variazione tendenziale è il risultato di aumenti dei prodotti alimentari dell`1,5% e dei prodotti non alimentari dello 0,7%. La variazione congiunturale è invece il risultato di un aumento dello 0,1% degli alimentari e dello 0,2% dei non alimentari. La variazione annuale registrata a gennaio per il totale delle vendite è il risultato di incrementi dell`1,5 per cento delle vendite della grande distribuzione e dello 0,6% di quelle delle imprese operanti su piccole superfici. Questa dinamica più favorevole alla grande distribuzione rispetto alle piccole imprese è confermata sia per i prodotti alimentari (+1,7% rispetto a +0,5%), sia per i prodotti non alimentari (+0,9% rispetto a +0,6%). Nella grande distribuzione gli aumenti più elevati hanno riguardato i negozi specializzati (+3,7%) e i grandi magazzini (+3,3%) mentre la crescita più contenuta ha riguardato gli ipermercati (+0,4%). Per quanto riguarda il valore delle vendite dei prodotti non alimentari gli incrementi maggiori hanno riguardato la categoria dei giochi, giocattoli, sport e campeggio (+1,5%), calzature e articoli in cuoio e da viaggio (+1,4%), prodotti farmaceutici (+1,2%); l`unica flessione è stata registrata per il gruppo supporti magnetici, strumenti musicali, scesi dell`1%, mentre gli elettrodomestici e prodotti di profumeria sono rimasti fermi. A gennaio l`aumento delle vendite è stato positivo in tutte le aeree del paese, ma l`incremento maggiore ha riguardato il Nord-Est (+4,4%) dove sono aumentate anche le vendite dei prodotti alimentari (+7,8%) che sono invece diminuite in tutte le altre ripartizioni. Anche per le vendite dei prodotti non alimentari l`aumento più significativo c`è stato nel Nord-Est (+1,8%). I dati dell`Istat sulle vendite al dettaglio sono solo apparentemente positivi: al contrario dimostrano che l`Italia è in recessione. Ne è convinto il Codacons secondo cui non è un segnale di ripresa perchè, come dice l`Istat stesso, gli indicatori presentati si riferiscono al valore corrente delle vendite e incorporano, quindi, la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi. Per il Codacons, quindi, il dato va letto in parallelo con il dato dell`inflazione reso noto sempre dall`Istat a gennaio. E` evidente, infatti, che se le vendite dei prodotti alimentari, intese sia come prezzi che come quantità, aumentano dell`1,5% a fronte di un aumento dei prezzi dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche del 4,5 % (dato dell`Indice dei prezzi al consumo del gennaio 2008) è perchè le vendite dei prodotti alimentari sono in realtà calate in termini quantitativi.

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