3 Aprile 2019

Consac risponde al Codacons sulla questione “depuratore”

“le analisi condotte dal laboratorio specializzato rispettano i dati tabellari”
La società Consac , risponde al Codacons con una nota a seguito delle analisi effettuate su uno dei depuratori di Sala Consilina, che secondo Codacons Campania, registrano delle anomalie in alcuni parametri. Codacons ha chiesto infatti, l’ intervento dell’ Arpac per ulteriori indagini. Sulla questione sollevata dal Codacons, la Consac ha risposto così: “Ci corre l’ obbligo, per dovere istituzionale, per rispetto dei cittadini e per verità di cronaca fornire alcune precisazioni in risposta a quanto riportato nel Comunicato Stampa del 31 marzo 2019, “Analisi effettuate su uno dei depuratori di Sala Consilina mostrano anomalie in alcuni parametri”, a firma del responsabile sede Codacons del Vallo di Diano. I prelievi e le analisi dei campioni di acque reflue, effluenti dai depuratori, costituiscono indubbiamente un aspetto nevralgico nell’ ambito delle attività di verifica sul corretto funzionamento di un impianto. Ciò in ragione del fatto che il rispetto delle procedure di legge, previste dal d.lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), rappresenta il sistema probatorio di eventuali violazioni. In particolare, l’ art. 101 c. 3 del Testo Unico Ambientale disciplina le attività di controllo degli scarichi stabilendo che “devono essere resi accessibili per il campionamento da parte dell’ Autorità competente per il controllo nel punto assunto a riferimento per il campionamento…” (pozzetto fiscale e/o di ispezione). Quanto sopra significa che, al fine di conseguire la prova del supera mento del limite tabellare di uno scarico, il prelievo deve essere effettuato dalle Autorità competenti (personale sanitario e/o qualunque organo di P.G.) al pozzetto fiscale, indicato nell’ atto autorizzativo dell’ impianto, posto immediatamente prima del riversamento del refluo sul corpo ricettore. E’ assolutamente fuorviante quindi effettuare il prelievo dopo il riversamento dello scarico sul corpo ricettore per ricercare una eventuale violazione tabellare specifica. Fatta tale doverosa premessa, tralasciando ulteriori aspetti tecnici, connessi alle modalità di esecuzione delle attività di campionamento, conservazione e caratterizzazione del campione prelevato, si ritiene opportuno evidenziare che l’ attività commissionata dal Codacons di Sala Consilina è stata eseguita in violazione delle più elementari norme in materia. La presunta quanto fantomatica “attività di controllo” citata nel comunicato Coda cons pare non sia stata effettuata da nessuna Autorità competente e, cosa ancor più grave, il prelievo non è stato eseguito al pozzetto di ispezione interno all’ impianto di località Marrone. Pertanto, la caratterizzazione pubblicata non è certamente rappresentativa del refluo effluente dal predetto impianto gestito da Consac. A riguardo si precisa che gli autocontrolli condotti dal laboratorio specializzato della Società e le ultime ispezioni effettuate dall’ ARPAC, presso il depuratore di località Marrone di Sala Consilina, hanno evidenziato il rispetto dei limiti tabellari stabiliti dalle Tabb. 1 e 3, All. 5, parte III del d.lgs. 152/2006 per lo scarico finale in acque superficiali. Consac gestioni idriche spa sta pertanto valutando con i propri legali di denunciare, sia in sede penale che amministrativa, le attività, del tutto illegittime, poste in essere dal Codacons nella persona del responsabile prof. Roberto De Luca”.

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