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7 Settembre 2016

Conosci il farfallese?

Conosci il farfallese?
le sessanta domande del test di medicina,
sfida tra 62 mila studenti per 9.224 posti il candidato di 57 anni:
«volevo mettermi alla prova, se passo lascio il posto ai giovani»

Prova archiviata per le aspiranti matricole di Medicina, un drappello sette volte superiore ai posti disponibili nelle università italiane. Nelle 38 sedi del test, in 62.695 (2 mila più dell’ anno scorso) si sono contesi ieri i 9.224 posti dei corsi di laurea in Medicina e i 908 per Odontoiatria, cercando di scavalcare lo sbarramento all’ ingresso di una delle professioni più ambite. Oggi è la volta delle prove di Veterinaria (655 posti) e giovedì si svolgeranno i test per i 9.991 accessi ad Architettura. Preceduto da proteste delle associazioni studentesche davanti a Miur, ospedali e università (incluso un flash mob alla Sapienza, dove improvvisati «buttafuori» selezionavano i candidati in base a segno zodiacale e colore dei capelli), il test è iniziato alle 11, con un’ ora e mezza di tempo a disposizione. Cinque le materie d’ esame: Biologia, Chimica, Matematica, Fisica e cultura generale. Sessanta i quesiti, con un’ incursione simbolica nella cultura generale, cui erano dedicate solo due domande (una sulla rivista più celebre negli anni dell’ Illuminismo in Italia, l’ altra sul piano Marshall): da 40 che erano nel 2012, si sono ridotte di anno in anno. All’ uscita, un coro quasi unanime: «Prova più facile del previsto». A parte una domanda di Biologia sul peso dell’ anidride carbonica e qualche trabocchetto nelle domande di logica, i quiz (a partire da uno sul «farfallese», il codice linguistico usato dai bambini) sono stati per tutti «abbastanza semplici». Chimica e, a seguire, Fisica e Matematica, le materie più difficili, secondo l’«instant poll» di Skuola.net. Ma se fino alla vigilia dominava l’ ansia per la difficoltà della prova, da ieri pomeriggio a prevalere è il rammarico che con un test troppo facile si alzerà il punteggio necessario per accaparrarsi un numero di matricola. Tra gli aspiranti medici, alla Sapienza di Roma anche una decina in arrivo dalle aree terremotate. E a Napoli, alla Federico II, un candidato di 57 anni: «Ma l’ ho fatto solo per mettermi alla prova» ha dichiarato Gaetano Di Costanzo, classe ’59. Se dovesse superare il test ed essere ammesso, lascerebbe «il passo ai giovani». Massicci i controlli, soprattutto a Bari: telecamere, metal detector e polizia schierata, dopo gli scandali sui test truccati finiti nelle aule di tribunale. Ma anche a Firenze, per dire: tra le misure contro i «furbetti» era vietato portare bottiglie d’ acqua dall’ esterno, per evitare il rischio di appunti nascosti sul retro delle etichette. A tenere banco nei commenti, la polemica sul numero chiuso: «Una violazione del diritto allo studio», per le associazioni di universitari. «Dannoso per gli studenti e il Paese, senza rapporto con il reale fabbisogno di medici. Esiste solo perché le università italiane non possono accogliere tutti gli studenti che ne fanno richiesta», sostiene Carlo Rienzi, presidente Codacons. Lo difende il Cun, Consiglio universitario nazionale, che lo ritiene il sistema più trasparente per avviare i ragazzi a studi che formano professionisti altamente specializzati, a costi elevati per il sistema. I risultati saranno pubblicati in forma anonima sul sito accessoprogrammato.miur.it il 20 settembre. Per la graduatoria nazionale si dovrà aspettare il 4 ottobre. Tra i bocciati, poi, qualcuno cercherà magari di farsi «ammettere» dal giudice amministrativo. Ma quello è un altro capitolo della storia.
 

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