12 Marzo 2015

Conguagli prescritti e premi di produzione

Conguagli prescritti e premi di produzione

A proposito delle nuove richieste di conguaglio di Abbanoa. Ricevo numerose telefonate di protesta e reclamo tutti i giorni e da tutta la Sardegna. Leggo l’ intervento del collega del Codacons secondo cui esiste, presso alcuni funzionari di Abbanoa, l’ incredibile concetto secondo cui il periodo di prescrizione di 5 anni sarebbe in realtà una semplice “corrente di pensiero”! Vale a dire che la legge è una “corrente di pensiero”? Eppure, alla fine della scorsa estate, ho partecipato ad una assemblea pubblica tenutasi a Sorso sulle bollette pazze, nella quale l’ amministratore delegato di Abbanoa Ramazzotti ha affermato (2 volte) che Abbanoa non avrebbe richiesto alcun tributo precedente i 5 anni, secondo prescrizione di legge . Vorrei che adesso il dirigente chiarisse quanto allora affermato in presenza di testimoni, e non vorrei sentirmi dire che è stato frainteso. Quindi, questo conguaglio, che non è riferito al 2012, ma a tutto il periodo 2006 – 2014, andrebbe senz’ altro defalcato della parte riguardante gli anni ormai prescritti. Se poi questo conguaglio è dovuto ad un adeguamento delle tariffe, è incredibile che venga considerato retroattivo, è del tutto inaccettabile. Insopportabile è poi l’ arroganza del tono delle lettere che accompagnano tali richieste, dove si segnala ai cittadini che eventuali reclami saranno ritenuti irricevibili senza ulteriori comunicazioni. Questo significa che alla domanda “perché devo pagare?” ci verrà risposto “perché sì”. Secondo prassi consolidata di Abbanoa. Nel corso della stessa riunione il dott. Ramazzotti ha poi affermato che in fondo Abbanoa, in quanto Spa i cui soci sono i Comuni sardi, appartiene ai cittadini. Allora, visto che ci appartiene, sarebbe auspicabile che noi (proprietari) si sapesse quanto ci costa il Consiglio di Amministrazione. Invito quindi Abbanoa a pubblicare in dettaglio le voci riguardanti tali emolumenti, non tanto per sapere a quanto ammontano i loro stipendi, ma per verificare se è vero che ogni anno verrebbero distribuiti “premi di produzione” ai membri del Cda ammontanti a diverse decine di migliaia di euro. E’ una voce vera? Se sì, di quale produzione si parla esattamente? Invito poi i cittadini residenti nell’ agro che hanno ricevuto tali richieste di conguaglio, a verificare nelle stesse la voce inerente il servizio di fognature e depurazione. Abbiamo notizia certa che in numerosi casi tali servizi non esistono proprio, non ci sono le fogne, eppure continuano a venire fatturati (e pagati). A questo punto si potrebbe parlare ancora a lungo della “nostra Abbanoa”, ma ci limitiamo per ora a questi 2 quesiti, in attesa della prossima occasione che certamente Abbanoa non ci farà mancare. Infatti non si era ancora spenta l’ indignazione popolare per la richiesta del deposito cauzionale, che subito dopo è arrivata quest’ ultima. Michele Salaris Presidente Associazione Consumatori Sassari sanità e istruzione Bambini col diabete e scuole inadeguate nVorrei raccontare una breve storia. In un paesino della Sardegna, in provincia di Sassari, una bambina di nove anni frequenta regolarmente la scuola elementare. La bambina è diabetica e quindi la madre, dopo averla accompagnata a scuola, deve tornare a metà mattina per misurarle la glicemia, fare l’ iniezione di insulina, e farla mangiare. Stessa cosa avviene il pomeriggio e poi finalmente la donna può tornare a prendere la piccola per andare a casa alla fine delle lezioni. Adesso la scuola chiuderà, e i bambini frequenteranno una scuola a dieci chilometri di distanza. Possiamo anche condividere la scelta della Regione di razionalizzare la rete delle scuole del territorio in quanto consente di ottimizzare le spese e recuperare risorse che, però, ci attendiamo che vengano investite per incrementare la qualità dei servizi e delle scuole in generale. Nessuna scuola ha personale che sappia aiutare i bambini con il diabete. Solo la chiusura di alcune scuole, crediamo che sia inutile, perchè se la qualità resta costante qualche scuola di meno non serve a molto. Speriamo che quei soldi servano per fornire servizi indispensabili che non ci sono, o meglio, per preparare gli insegnanti a interagire con una bambina diabetica. Avremmo volentieri collaborato con l’ assessore Regionale della Pubblica Istruzione se avesse dato almeno un segnale. Invece sia noi e sia la madre, che abbiamo scritto per chiedere attenzione a questo caso che, è solo uno di tanti casi simili, non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Michele Calvisi Presidente Adms Onlus.

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