Confronto candidati, Raggi: M5S il nuovo. Storace: temo neofiti
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fonte:
- Asca
Roma, 19 apr. (askanews) – Primo confronto pubblico tra alcuni dei candidati sindaco di Roma, invitati oggi a Palazzo di Giustizia dall’ Ordine degli avvocati romani. Visioni diverse, tra candidati con minori possibilità come quello del nuovo Pci Alessandro Mustillo, Paolo Voltaggio di Roma in comune o Carlo Rienzi del Codacons, e quelli con maggiori chances tra i quali a destra Francesco Storace e Guido Bertolaso, a sinistra Stefano Fassina e la super favorita del gruppo Virginia Raggi del Movimento Cinque Stelle. “Sono la prima portavoce del M5S, che nasce da basso, da cittadini molto stanchi di subire scelte che passano sopra le loro teste. La nostra novità è portare gli interessi di tutti al centro, cosa che non è successa con decenni di Mala politica e di Mafia capitale”. “Dopo il disastro che abbiamo conosciuto negli ultimi anni di confusione amministrativa – ha raccomandato però Storace – dobbiamo mettere in Campidoglio qualcuno che ci capisca di amministrazione. Il mio terrore è dover ricominciare tutto da capo. Penso a Roma – ha aggiunto – come a una città-regione che si dota di poteri amministrativi capaci, anche all’ interno della Regione, di permetterle di governarsi.”. Bertolaso, in suo favore, ha rivendicato il suo curriculum “di chi ha gestito in questi anni tutte le emergenze del Paese, ci ha messo la faccia, con capacità di organizzare, di promuovere coordinamento e fare squadra come Protezione civile, dove pubblico e privato parlavano un unico linguaggio. In molti casi siamo riusciti, altre no, ma abbiamo affrontato tutto al di sopra degli interessi di parte per garantire il bene comune, dal villaggio più piccolo del Paese fino a questa città”. Stefano Fassina, però, ha riportato la discussione a terra: “Roma ha problemi strutturali che hanno bisogno di soluzioni strutturali – ha ricordato -. Ci sono proposte che dovrebbero appartenere a ogni candidato sindaco. Secondo noi il primo tema è quello del tema del debito capitolino. Senza ristrutturazione del debito capitolino, ogni promessa rimarrà virtuale. Riportare in bilancio 140 milioni di euro significa dare concretezza alle promesse”.
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