Conflitto d’ interessi Non passa la sfiducia per il ministro Boschi
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
l’ aula boccia la mozione del m5s votata da sinistra e lega «no favoritismi, amo mio padre, se ha sbagliato pagherà»banca etruria, si indaga per truffail procuratore di arezzo, rossi, si difende: «il csm autorizzò la mia consulenza»
AREZZO Un incarico, quello di consulente del Dipartimento affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi, autorizzato dallo stesso Csm che ora ha aperto un fascicolo per verificare eventuali profili di incompatibilità con la sua titolarità delle inchieste su Banca Etruria. Il procuratore di Arezzo Roberto Rossi, nel giorno il cui apre ufficialmente le indagini sull’ ipotesi di truffa per la vendita delle obbligazioni secondarie di Banca Etruria, con una lunga nota, spiega che il suo ruolo di consulenza «non ha alcuna connotazione politica» e che non hai chiesto e tantomeno riscosso un euro di compenso o di rimborso spese. Il suo lavoro per il governo, dice, è tutto nello scambio e trasmissione di pareri giuridici e documenti via email. Di più: non si è mai occupato in questa veste di questioni che abbiano avuto attinenza con banche e finanza. Rossi vuole sgombrare il campo dalla questione perché è al via la quarta inchiesta che riguarda Banca Etruria: dopo quelle sulle false fatturazioni, per ostacolo alla vigilanza e sul conflitto di interessi di alcuni amministratori, è la volta degli accertamenti sulla vendita delle obbligazioni secondarie ai risparmiatori. L’ ipotesi di reato che Rossi ha scritto sul fascicolo, per ora senza indagati, e in cui confluiranno oltre gli esposti già ricevuti anche gli altri che sono attesi, è quella di truffa. In questa direzione dovrebbero andare gli eventuali accertamenti della procura per verificare se i risparmiatori che hanno acquistato quei prodotti finanziari avessero il profilo giusto, cioè in grado di assumersi un certo livello di rischio. Non è escluso che a questo proposito la procura possa acquisire la documentazione preliminare all’ acquisto delle obbligazioni secondarie da parte di clientela retail. Il Codacons, intanto, ha presentato formale richiesta di costituzione di parte offesa e contestuale richiesta di sequestro presso la nuova banca delle somme perse dai risparmiatori. E, sempre sul fronte dei ricorsi dei consumatori, secondo quanto appreso, il procuratore Rossi ha già inviato a Roma la documentazione dell’ Adusbef che riguardava l’ ipotesi di omessa vigilanza. di Annalisa D’ Aprile wROMA Il tono è pacato, il trucco leggero, l’ abito sobrio – pantaloni e giacca neri -, gli orecchini di perle, i capelli sciolti sulle spalle. L’ emozione, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, la tradisce solo prima del suo intervento a braccio durato poco più di 15 minuti, quando ancora si tormenta le mani e l’ anello all’ anulare sinistro. Poi, una volta in piedi, nell’ aula della Camera, davanti ai colleghi di governo e ai deputati del Movimento 5 Stelle che per lei hanno chiesto la sfiducia, per via del suo conflitto d’ interesse nel caso salvabanche (il padre era vicepresidente di Banca Etruria), inizia la sua difesa e quella della sua famiglia, senza mai alzare i toni e con una chiosa, quell’«andremo avanti senza arroganza», che sembra una risposta al bagno «d’ umiltà» cui l’ ha invitata Pier Luigi Bersani giorni fa. L’ esito del voto di fiducia è scontato: mozione respinta con 373 no, i sì fermi a 129. Contro Boschi il M5S, Si-Sel, Lega Nord, FdI-An. Pro-ministro il Pd, Area popolare, Conservatori e riformisti, Ala, Scelta civica, Pi-Cd, Psi, minoranze linguistiche. Forza Italia non ha partecipato al voto, salvo il “giallo” Brunetta che avrebbe votato contro, ma lui ha detto che è stato un errore, che non era in Aula. Da Bruxelles, dove si trovava per il vertice Ue, il premier Matteo Renzi ha commentato lanciando la sua sentenza: «Si è trattato di un clamoroso boomerang da parte del M5S. Questo governo ha salvato un milione di risparmiatori». L’ istituto di credito di Arezzo è la «banca della famiglia Boschi», questa l’ accusa rivoltale dagli esponenti dei 5 Stelle, perché oltre al ruolo dirigenziale del padre, vi lavoravano anche il fratello e la cognata e perché lei stessa deteneva 1.557 azioni di Banca Etruria. Ma Boschi ha respinto ogni attacco: «Se tutte le accuse che mi vengono rivolte fossero vere, sarei la prima a lasciare. Mio padre, come tutti gli altri membri del Consiglio di amministrazione, ha perso il proprio incarico, è stato destituito con il commissariamento voluto dal nostro governo su richiesta di Banca d’ Italia, e ha pagato una sanzione di 144.000 euro: dov’ è il favoritismo nei suoi confronti?». A proposito del suo pacchetto azionario ha spiegato: «Avevo 1.557 azioni di Banca Etruria, del valore di circa un’ euro ciascuna, che ora sono carta straccia in seguito al decreto salvabanche. Anche mia madre e i miei fratelli avevano pacchetti azionari, che ora non valgono più nulla». E poi la difesa appassionata di suo padre e l’ orgoglio per le sue origini contadine: «Lasciatemelo dire con il cuore: io amo mio padre… è figlio di contadini e ogni giorno si faceva 5 chilometri a piedi per andare a scuola». Ha aggiunto anche «chi sbaglia paga e se mio padre ha sbagliato pagherà», ma poi ha virato su accuse forse lanciate per invidia, visto che è ministro a soli 34 anni, e che di certo l’ esecutivo non sarà indebolito da questa vicenda. Ovazione alla fine del discorso, fila dei colleghi di governo per abbracciarla, stringerle la mano e complimentarsi. Ma per Alessandro di Battista, M5S, il discorso «pieno di pietismo e compassione» del ministro è stato solo un’ oscena ipocrisia, le ha ripetuto – mentre lei faceva una serie di smorfie e faccette – che il suo «conflitto d’ interesse è grande quanto una banca» e che «i partiti sono diventati come le banche, gestiscono i nostri soldi». A spiegare la posizione favorevole alla sfiducia di Sinistra italiana invece, è stato Giovanni Paglia secondo cui Boschi avrebbe dovuto riferire in Parlamento, «e così non è stato». Mentre il Pd ha fatto quadrato intorno al ministro: «Questa mozione di sfiducia è del tutto infondata» ha detto Andrea De Maria. I giochi sono fatti e Boschi, tanto era sicura del suo risultato, che è uscita dall’ Aula subito dopo il suo voto tra altri complimenti e strette di mano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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