17 Giugno 2004

Confiscata la Fibronit

Confiscata la Fibronit

C`era amianto, vittoria ambientalista


L`area su cui sorge l`ex stabilimento di cemento-amianto Fibronit a Bari verrà confiscata. Lo ha deciso ieri mattina il tribunale di Bari dopo una lunga battaglia che ha impegnato cittadini, associazioni, il comune di Bari e la regione Puglia contro i danni ambientali provocati dall`attività dell`azienda. Imputati erano Stefano Artese, liquidatore della finanziaria Fibronit spa e Alvaro Galvani, di 59 anni, rappresentante legale della Fibronit srl e responsabile di fatto dell`ex fabbrica barese. I due imputati erano accusati di danneggiamento per aver distrutto o deteriorato le falde acquifere che scorrono sotto l`area dello stabilimento, inquinandole di fibre di amianto e di aver provocato l`emissione e la dispersione nell`aria di polveri derivanti dalla lavorazione dell`amianto. I reati contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 1985, epoca di chiusura dello stabilimento, e il 23 settembre del `99. Artese è stato condannato a due anni di reclusione (pena sospesa) per il solo danneggiamento delle strade; il giudice ha invece disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per Alvaro Galvani. Il giudice ha anche liquidato i soggetti che si erano costituiti parte civile al processo, come la regione Puglia, la provincia di Bari, Wwf e Codacons. «La sentenza è di primo grado, ma siamo soddisfatti – afferma Nicola Brescia, presidente del Comitato cittadino Fibronit, anch`esso costituitosi parte civile – è stato riconosciuto che in sede di bonifica nulla fu fatto per evitare l`inquinamento dell`area. Ora aspettiamo di leggere le motivazioni. Intanto per il nuovo sindaco, Emiliano, c`è la possibilità di destinare l`area a parco pubblico, come promesso»

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