18 Dicembre 2014

Confindustria conferma: ripresa nel 2015

Confindustria conferma: ripresa nel 2015

di Andrea Di Stefano ROMA Nessuna chance di uscire dalla recessione quest’ anno, confermata una ripresina nel 2015 ma nettamente al di sotto del punto percentuale. Le stime del Centro studi Confindustria lasciano l’ amaro in bocca: quest’ anno il Pil calerà dello 0,5% per passare al segno più nel 2015 (+0,5%) e arrivare ad un consolidamento della crescita nel 2016 (+1,1%). Il Pil tonerà positivo dal primo trimestre del prossimo anno con un +0,2%, per poi salire gradualmente nel biennio. Confermato il rispetto delle regole di bilancio per quanto riguarda il deficit che rimarrà al 3% del Pil nel 2014, per calare di pochi decimali nel 2015 al 2,7 e al 2,5% l’ anno successivo. Resta invece molto preoccupante anche a causa dell’ andamento del Pil, il rapporto con lo stock del debito: 132,2% del Pil quest’ anno, 133,8% nel 2015 per poi scendere al 133,7% nel 2016. Volutamente il Centro studi di viale dell’ Astronomia ha scelto di puntare l’ attenzione, sin dal titolo “Il rebus della ripresa – La corruzione zavorra per lo sviluppo”, sul peso del malaffare: se «l’ Italia riuscisse a ridurre la corruzione ai livelli della Spagna», il suo tasso di crescita «annuo aumenterebbe di 0,6 punti percentuali» mentre negli ultimi 20 anni proprio a causa della corruzione sono stati bruciati 300 miliardi di euro. L’ Italia è fanalino di coda sulla corruzione fra i Paesi sviluppati, dietro Turchia e Spagna con la Danimarca e la Germania al primo e secondo posto: «Se con Mani pulite l’ Italia avesse ridotto la corruzione al livello della Francia», ossia un punto in meno, «il Pil sarebbe stato nel 2014 di quasi 300 miliardi in più, circa 5mila euro a persona» in questo arco di oltre venti anni. Qualche elemento positivo, nonostante i numeri del Pil e della disoccupazione, comunque viene registrato: lo scenario economico globale si presenta «nettamente migliore rispetto a 3 mesi fa», grazie alla vivace crescita della domanda mondiale, al petrolio più a buon mercato (70 dollari a barile, contro i 104 indicati a settembre e una quotazione corrente che sta avvicinandosi ai 60), all’ euro meno forte. In particolare il crollo del prezzo del petrolio, diminuito di oltre un terzo nell’ arco di alcune settimane, per l’ Italia significa «un guadagno di 14 miliardi annui. Ed un impatto di +0,3% sul Pil 2015 ed un altro +0,5% nel 2016». Secondo il Centro studi di Confindustria, la disoccupazione si attesterà al 12,7% nel 2014 e «inizierà a scendere lentamente dalla seconda metà del 2015» (che chiuderà comunque al 12,9%) e arriverà al 12,6% nel 2016. «Il numero di persone a cui manca il lavoro, in tutto o in parte – sottolinea il Centro studi di Confindustria – ha raggiunto gli 8,6 milioni la scorsa estate. Particolarmente grave è il fatto che il 43,3% dei giovani tra i 15 e i 24 anni che cercano un impiego non lo trovano». «Con la graduale ripresa del Pil, a partire dall’ inizio del 2015, la domanda di lavoro si rafforzerà progressivamente nel corso del prossimo biennio», l’ occupazione «tornerà a crescere dalla primavera del 2015, dopo essere rimasta ferma per tutto il 2014». Qualche segnale positivo arriva anche dalla pressione fiscale: tocca il 43,5% del Pil per l’ anno in corso, scende «al 43,3% nel 2015, stesso livello del 2013, per calare al 43,1% nel 2016». I numeri, sottolinea Confindustria, per una questione contabile, non includono «gli effetti di stabilizzazione del bonus di 80 euro prevista dal ddl stabilità». Tenendone conto, «la pressione fiscale scenderebbe al 42,8% del Pil nel 2015 e al 42,5% l’ anno successivo. L’ incidenza effettiva della pressione fiscale sul Pil depurato dal sommerso salirà al 49,1% quest’ anno, nel 2015 tornerà al 48,9% come nel 2013, e scenderà al 48,7% nel 2016». Opposte le reazioni all’ analisi di Confindustria: «Si tratta di dati incoraggianti, che ci spingono ad andare avanti nella strada intrapresa finora, continuando ad accelerare sulle riforme», ha dichiarato il responsabile economia del Pd, Filippo Taddei mentre secondo il Codacons «la ripresa economica del Paese nel primo trimestre del 2015 è un’ utopia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox