22 Settembre 2019

Confindustria: bene l’ approccio del premier, sì a nuovo «green deal»

 

Confindustria spinge per il green deal e plaude all’ atteggiamento del premier nei confronti delle nuove misure amiche dell’ ambiente che potrebbero entrare nella finanziaria. Lo ha fatto sapere Carlo Robiglio, leader della Piccola Industria di Confindustria, pilastro della base associativa di via dell’ Astronomia, che a Matera, a margine di un convegno dove era presente anche Vincenzo Boccia, ha detto che si tratta «di un approccio corretto. Su questo fronte serve un progetto organico e non singole misure slegate, serve una logica di sistema». Nelle stesse ore il capo del governo, Giuseppe Conte, ha ribadito che la tassa sui biglietti aerei, per disincentivarne l’ uso a favore di mezzi meno inquinanti, è praticabile . Nella prossima manovra starebbe prendendo piede una maxi “stretta verde”, che comprende in primo luogo rincari sul diesel, che il ministro dell’ Ambiente Costa vorrebbe già inserire nel prossimo consiglio dei ministri, insieme agli incentivi per la rottamazione di auto inquinanti. Le misure allo studio Bonus rottamazione e addio alla plastica, il decreto per l’ ambiente non ha coperture: «Mancano fondi» di Andrea Ducci Rischi e stangate Secondo il Codacons, è una stangata da 2,25 miliardi quella che rischia di abbattersi sugli automobilisti italiani con il Decreto Ambiente. La bozza introduce infatti il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi, tra cui quello che garantisce accise sul gasolio inferiori a quelle applicate alla benzina; potrebbe venire meno anche il rimborso in favore degli autotrasportatori di parte delle accise pagate. Una rivoluzione che, se introdotta, porterà il gasolio a costare presso i distributori esattamente come la benzina, con un forte aggravio di spesa per i 17,3 milioni di italiani proprietari di auto diesel e un possibile aumento a cascata dei prezzi di una moltitudine di prodotti, trasportati su gomma su mezzi alimentati a gasolio. Tutti i prodotti trasportati su gomma (che in Italia rappresentano l’ 86,5% del totale) subirebbero rincari dei prezzi, considerato che i costi di trasporto incidono per lo 0,5% sui listini al dettaglio e che gli autotrasportatori non potrebbero godere né delle accise più basse rispetto alla benzina, né dei rimborsi finora garantiti dallo Stato. «Si rischiano proteste ad oltranza come i gilet gialli in Francia – avverte il presidente Carlo Rienzi – e il Governo deve valutare con attenzione le misure ambientali da adottare, perché se determinerà stangate a danno di automobilisti e consumatori, saranno inevitabili conseguenze sul fronte dei consumi, con enorme danno per l’ economia nazionale».

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