Confermato il blocco dei tir
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fonte:
- La Sicilia.it
Autotrasporto, fumata nera mercoledì ultima trattativa
Roma. Bersani scrive ai gestori in vista dello sciopero dei benzinai dicendosi pronto ad un incontro, ma il confronto non decolla. Fegica, Faib e Figisc – le tre sigle della categoria – tengono il punto e rinviano al mittente parlando di un ministro che si comporta “come Pilato“. E confermano due giornate di chiusura, il 7 e l`8 febbraio, le prime di un pacchetto di due settimane. Nessuno spazio a trattative, quindi. BENZINAI. Per il Codacons è una protesta “illegale“ e l`associazione è pronta a “presentare una raffica di denunce per interruzione di pubblico servizio“. Ma i gestori sono decisi ad andare dritti per la propria strada, ritengono che con le nuove norme si voglia favorire la grande distribuzione e contestano al ministro di voler impostare il confronto “a cose fatte“. “Sono a disposizione per concordare la data di un eventuale incontro e confermarvi la disponibilità ad aprire un confronto“, ha scritto Bersani nella missiva inviata alle tre organizzazioni di settore in vista dello sciopero. “Sono disponibile – si legge ancora nel testo – ad aprire un confronto sulle prospettive che la nuova legislazione, affidata alle decisioni del Parlamento, potrà comportare“. Ma proprio il passaggio sulle “prospettive“ e sull`iter parlamentare ha sollevato l`ira dei benzinai. “Bersani sta facendo un po` come Pilato – dice Franco Bertini, presidente della Faib -: si sottrae e scarica le responsabilità sul Parlamento. E vuole vedere se abbiamo la forza di organizzare una risposta. Gliela daremo. Abbiano già avviato contatti con diversi gruppi parlamentari“. Insomma, “se Bersani voleva aprire un tavolo, doveva farlo prima di emanare il ddl. Invece prima ha varato il provvedimento – contesta Bertini – e poi ci ha detto: vedetevela col Parlamento“. Altrettanto dura Fegica, che accusa il ministro di “atteggiamento irresponsabile“ e chiede l`intervento di Prodi. “Non ci interessa il futuro che il governo vorrebbe riservarci – sostiene il segretario generale Roberto Di Vincenzo -. Bersani non ha il coraggio di difendere le proprie iniziative e scarica la responsabilità sul parlamento“. Nessuno scaricabarile nei confronti del Parlamento, risponde il ministero: “È costituzionalmente previsto – sottolineano da via Molise – che un ddl sia esaminato dalle Camere ed è un diritto-dovere del Parlamento esaminarlo e approvarlo“. Del resto “si era detto che su questa materia non si sarebbe agito per decreto, ma con un disegno di legge. La parola data è stata mantenuta“. RC AUTO. Un botta e risposta dietro il quale c`è ormai una frattura. E non accennano a placarsi anche le polemiche sul discusso “indennizzo diretto“ nell`Rc Auto, entrato in vigore ieri. Anzi. Tutto il variegato mondo dell`intermediazione tra le compagnie di assicurazione e gli assicurati, dai patrocinatori (che rischiano senza mezzi termini di doversi cercare un altro lavoro) fino ai periti e ai legali, continua ad avanzare con forza obiezioni. “Il sistema Rc Auto ha costi troppo alti: non è una situazione accettabile“, ha ribadito ieri il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani sottolineando che se le tariffe non si abbasseranno “inventeremo nuovi interventi“. “Non mi aspetto – ha detto Bersani – che le tariffe si abbassino da domani, ma che si metta in moto un processo. Se nel medio periodo i prezzi non si abbasseranno ce ne inventeremo delle altre“.
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