Confermata in appello la condanna a Semeraro
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
il legale dell’ imprenditore: «in questi anni portata a compimento l’ attività di messa in sicurezza»
l Confermata in Appello la condanna a due anni e sei mesi per il noto imprenditore leccese Gio vanni Semeraro per il presunto inquinamento della falda acquifera sottostante il cantiere dell’ Università del Salento. I giudici di secondo grado non hanno concesso alcuno sconto: due anni e due mesi per l’ avvelenamento colposo delle acque e quattro mesi per l’ omessa bonifica. Sono state confermate anche le provvisionali disposte in primo grado: 100mila euro per uno dei due vicini (assistito dagli avvocati Giuseppe e Michele Bon segna); 35mila per l’ Università, 15mila alla Regione e 5mila a Codacons (rappresentato dall’ av vo c at o Tania Rizzo) e Legambiente. Il beneficio della pena sospesa rimane “cong elata” in attesa che la sentenza diventi definitiva e del completamento della bonifica dei suoli inquinati. Così come ribadito in aula dal vice procuratore generale Ennio Cillo la procedura procede lentamente nonostante siano stati investiti oltre 700mila euro. Su alcuni pozzi galleggerebbero ancora idrocarburi e non sarebbe stato avviato il recupero integrale del terreno. La difesa, rappresentata dall’ avvocato Andrea Sambati, ha provato a sostenere che i reati erano prescritti invocando lo stesso principio utilizzato nella sentenza Eternit. La Corte (presidente Vincenzo Scardia) non ha accolto tale impostazione. L’ inchiesta, ribattezzata “Studium 2000”, è stata condotta dai carabinieri del Noe di Lecce guidati dal maggiore Nicola Candido. Alcuni residenti della zona, assistiti dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna, hanno messo in moto gli accertamenti. Sui terreni l’ ateneo salentino stava realizzando un complesso da sei milioni di euro, composto da aule, biblioteche e persino un museo archeologico. «Il dottore Semeraro prende atto della conferma della decisione del giudice ed attende di conoscere la reale motivazione». Attraverso una nota l’ av vocato Andrea Sambati commenta la sentenza d’ appello e puntualizza «che in questi anni è stata portata a compimento l’ attività di messa in sicurezza e la prima fase della bonifica vera e propria. In più è stato sottoscritto con il Consiglio nazionale di ricerche di Bari un contratto oneroso per individuare il sistema migliore – sotto il profilo ambientale e della tempistica – e portare così a compimento la bonifica». «Peraltro – prosegue la nota – dal 2008 la RG Semeraro è sottoposta al monitoraggio continuo degli Enti Pubblici (Regione, Provincia, Comune, Arpa, Asl, Università) deputati al controllo delle attività di bonifica, tutti riuniti (insieme alle parti private interessate) nella Conferenza dei Servizi, che – a seconda delle necessità – viene convocata dall’ ufficio competente della Regione Puglia». «La Rg Semeraro – conclude la nota – ovviamente porterà a compimento le opere di bonifica, secondo le indicazioni delle autorità preposte e nell’ interesse della collettività, con l’ im portante impegno finanziario che ne conseguirà».
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