Confconsumatori dice “no” a Costa
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fonte:
- il Tirreno
Non sono pochi 14mila euro, né giusti né ingiusti. Ma mettere sul tavolo una cifra adesso è prematuro. Per questo Confconsumatori ha respinto l’ offerta di risarcimento che Costa Crociere ha proposto alle associazioni a cui si sono rivolti i naufraghi. «Le trattative sono andate avanti fino a notte tarda (giovedì ndc) e le abbiamo seguite con attenzione. – spiega Marco Festelli, l’ avvocato delegato dall’ associazione – Costa ha insistito per chiudere subito la partita, mentre noi vogliamo verificare l’ andamento delle indagini». Quello di Confconsumatori «non è un no a prescindere», come dice Festelli, ma è una richiesta di tempo. Il ragionamento fatto dagli avvocati dell’ associazione, che adesso proporranno anche agli associati, è semplice: «sono passati pochi giorni dalla tragedia, ancora non è possibile individuare le responsabilità». Difficile quindi al momento, con le indagini in corso, fare una stima di quanto Costa debba risarcire ai passeggeri naufragati al Giglio. Quanto meno non una stima totale. Infatti i 14mila euro proposti sono da dividere in due parti: 3mila euro sono per il danno patrimoniale (biglietto, bagagli e così via) mentre i restanti 11mila sono per il danno morale. «I 3mila li condividiamo. – dice l’ avvocato – Ma il resto non possiamo sapere se sono una cifra giusta». Confconsumatori, infatti, non chiede di aumentare la posta, ma soltanto di valutare altri aspetti che ancora non sono a disposizione. «Dobbiamo aspettare quanto meno la chiusura delle indagini per capire la posizione della compagnia armatrice: se è responsabile soltanto in quanto datrice di lavoro, oppure se ha responsabilità dirette nell’ accaduto». Non solo. «Dobbiamo anche vedere le ripercussioni della vicenda sui nostri associati. Ad esempio, è possibile che si manifestino danni biologici, come uno stress post-traumatico che potrebbe influire sull’ individualità di quella persona. Per di più ci sono anche i danni morali da valutare ancora. Insomma, è presto per un’ offerta». Intendiamoci: 14mila euro sono il rimborso che Costa ha proposto ad ogni singolo passeggero, esclusi i casi di decessi o feriti gravi, che rientrano in un altro capitolo. Ma anche per quelle persone che con la Concordia hanno vissuto soltanto una brutta avventura, seppur finita con un lieto fine, quella cifra non sembra opportuna ancora. «Chiederemo ai nostri associati di aspettare, perché per noi la partita delle trattative non è ancora chiusa» spiega Festelli. Confconsumatori è una delle tre associazioni (insieme a Codacons e Codici) che non hanno accettato la proposta della compagnia, mentre le altre quattordici invitate al tavolo hanno stretto l’ accordo. «La nostra proposta consisteva in una trattativa frazionata, con il pagamento liquido di quanto già accertato (i 3mila euro ndc) e poi continuare la discussione mano a mano con lo sviluppo della vicenda». Sotto un aspetto, però, Confconsumatori è in linea con tutte le altre associazioni: la costituzione come parte civile in giudizio. «Abbiamo già chiesto di essere individuati come parte offesa, riservandoci la costituzione in quella civile. Il fatto reato infatti non lede soltanto i diretti malcapitati, ma a tutto il settore turistico, alla sicurezza percepita della navigazione marittima e a tutti coloro che avevano prenotato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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