4 Settembre 2010

Confcommercio: lieve ripresa a giugno e luglio

Si spende per il web Roma. L’ indicatore dei consumi di Confcommercio segnala a giugno e luglio una flessione dell’ 1,3% su base annua. I dati mensili indicano una «contenuta tendenza al rialzo» della spesa per consumi in termini reali (+0,3% a giugno e +0,1% a luglio). Una nota di Confcommercio precisa che i dati vanno letti «con estrema prudenza in considerazione del fatto che la spesa per consumi resta su livelli assoluti decisamente distanti dai valori pre-crisi». In sostanza, la debole ripresa in atto dell’ economia italiana poggia solo sulla spinta delle esportazioni, ciò che rende improbabile un tasso di crescita del Pil superiore all’ 1% a fine 2010. In luglio, le famiglie hanno ridotto i consumi del 2%, mentre la domanda per servizi è cresciuta dello 0,4%. Nonostante le ferie, la spesa per alberghi e ristoranti ha confermato una tendenza negativa in atto da mesi. Forte calo in luglio per acquisti di auto e moto (-17,1%). La ripresa di articoli di abbigliamento e calzature non attenua lo stato di difficoltà del settore. I consumi alimentari sono fermi, dopo il lieve aumento del primo trimestre dell’ anno. Secondo la Cia, la spesa per il menù giornaliero continua a scendere, anche per effetto del calo dei prezzi al consumo, ma crescono i primi piatti, in particolare i surgelati. Ma si acquistano meno carni bovine, prodotti ittici, vini e spumanti. La Confcommercio fa notare un cambiamento di abitudini di rilievo. Le famiglie italiane spendono sempre meno per muoversi e sempre di più per le comunicazioni e Internet. Spostarsi fisicamente è sempre più caro (auto, moto, benzina, biglietti aerei), mentre è più facile e meno costoso inviarsi «messaggini» o «e-mail». In luglio, si registra una ripresa della domanda di beni e servizi per la casa, forse per gli incentivi a vantaggio del settore degli elettrodomestici. La protesta dei consumatori dopo i dati di ieri torna a crescere. Il Codacons commenta ironicamente che «gli italiani, dopo aver mangiato sempre meno da quasi 4 anni a questa parte, forse hanno ripreso a mangiare, anche perché andando avanti di questo passo, sarebbero morti di fame». Tra il 2006 e il 2010, gli italiani hanno ridotto i consumi alimentari del 10%. Per tornare ai livelli pre-crisi, si dovrà attendere almeno il 2015. L’ Adoc contesta i dati della Confcommercio. Il calo dell’ 1,3% annunciato per luglio su base annua va rettificato nell’ 8%. Nei ristoranti, ad agosto, la clientela è diminuita del 25%; nelle città d’ arte del 12%, ma i prezzi sono rincarati dell’ 8%. A giudizio di Federconsumatori-Adusbef, la ripresa è ancora lontana, anche perché il potere d’ acquisto è diminuito del 9,6% dal 2007, mentre gli aumenti di prezzi e tariffe avranno un impatto di 1.118 euro per famiglia entro la fine dell’ anno. Paolo R. Andreoli 04/09/2010 nascosto –> –>

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