13 Febbraio 2014

Conduttori strapagati Sanremo stona alla grande

Conduttori strapagati Sanremo stona alla grande

I compensi Rai a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto per la conduzione del Festival di Sanremo sono scandalosi. In pochi giorni, 5 sere di conduzione di un Festival musicale, guadagnano quello che una persona normale non prende in una vita intera e un parlamentare in 10 anni. Lo trovo davvero immorale». Il segretario del Carroccio Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a margine di un incontro con la stampa estera, non usa mezzi termini per stroncare le retribuzioni dei presentatori della kermesse canora. Una presa di posizione che tiene conto anche della bocciatura, da parte della Corte dei Conti, dei bilanci delle ultime edizioni sanremesi. E che la magistratura contabile abbia dato l’ altolà a Sanremo non ci piove: controllando i bilanci, ha scoperto che tra il 2010 e il 2012 il passivo accumulato dalla Rai è stato di oltre venti milioni di euro. Si parla in particolare delle edizioni condotte da Antonella Clerici e Gianni Morandi. (che fece anche il bis): un saldo negativo di 7,8 milioni per il 2010, 7,5 per il 2011 e 4,8 per il 2012. Secondo la Corte, lo squilibrio costi -ricavi sarebbe in miglioramento. Sottolineando però la necessità di un’ adeguata razionalizzazione dei costi». «La Corte dei conti – ha dichiarato in proposito il responsabile comunicazione della Lega Nord, Davide Capanni – ha certificato che il buco del Festival di Sanremo ha superato i venti milioni in tre anni, a riprova che la kermesse è pagata con i soldi del canone. Da ora in poi potremo sbugiardare chiunque dirà che al Festival gli artisti sono strapagati perché la Rai ci guadagna. Compreso Giancarlo Leone che, dati alla mano, si conferma come il peggior direttore di rete della storia della Concessionaria», conclude Capanni. E sulla vicenda sono intervenuti anche il Codacons e l’ Associazione Utenti Radiotelevisivi, che ieri hanno chiesto alla Rai di rendere pubblici i costi legati al Festival di Sanremo. «È diritto degli utenti che finanziano la rete di Stato attraverso il pagamento del canone – hanno spiegato le due associazioni -conoscere non solo quanto l’ azienda abbia speso per la kermesse canora, ma anche quanto l’ evento abbia fatto incassare alla rete. Nello specifico la Rai deve rendere pubblici tutti i costi del festival, con particolare riferimento ai compensi elargiti a presentatori, vallette e ospiti stranieri e italiani. Oltre a tali voci, e per meglio comprendere il rapporto tra costi e ricavi, l’azienda deve pubblicare anche le entrate ottenute grazie alla pubblicità trasmessa durante le serate del Festival», conclude la nota delle due associazioni. Matteo Salvini: «Fazio e Litizzetto guadagnano in cinque giorni quanto una persona non prende in una vita intera di lavoro». Caparini: «Sono soldi dei cittadini» Ma anche l’Aiart, associazione di telespettatori cattolici, si è fatta sentire per bocca del suo presidente, Luca Borgomeo. A Sanremo chiediamo la massima trasparenza» sui compensi, e per tutti deve valere il principio della pubblicazione. «Sarebbero un atto di grave insensibilità verso il Paese compensi da centinaia di migliaia di euro», ha dichiarato. «Le logiche di mercato, sempre che siano valide, non possono avere la meglio su un’Italia sempre più po- vera», ha continuato Borgomeo. «Capiamo che alcuni attendano Sanremo da mesi – ha proseguito – ma questo non giustifica l’utilizzo delle risorse pubbliche in un modo che lascia perplessi tanti italiani». Borgomeo, a questo punto, è entrato anche nel merito del contenuto: «Quest’anno il festival di Sanremo eviti forme estreme di spettacolarizzazione, come il bacio gay della scorsa edizione. Ricordiamoci che festival è una manifestazione canora che da tempo ha perso consenso tra gli italiani». «Negli anni scorsi tutte le formule pensate per guadagnare spettatori hanno mostrato i loro limiti, a fronte di compensi da capogiro per invitati e conduttori. E purtroppo pare che anche quest’anno non sia da meno, no- nostante le raccomandazione della Corte dei Conti», ha detto ancora Borgomeo «Perché – ha concluso – non prendere in considerazione la possibilità che il Festival di Sanremo sia una manifestazione da archiviare definitivamente?»

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox