12 Maggio 2004

Condono edilizio, entro i prossimi 30 giorni la decisione della Corte

Condono edilizio, entro i prossimi 30 giorni la decisione della Corte Costituzionale




ROMA Si dovrebbe conoscere nel giro di un mese il parere della Corte Costituzionale sulla legittimità del condono edilizio. Ieri si è tenuta l`udienza pubblica con le otto regioni che hanno chiesto alla Consulta di dichiarare illegittima la sanatoria introdotta con il decretone che ha accompagnato la Finanziaria 2004. Il condono, con i suoi 3,8 miliardi di gettito stimato, è il piatto forte delle entrate fiscali straordinarie per quest`anno. E sempre ieri è approdato a Montecitorio il decreto che proroga fino al 31 luglio i termini per aderire alla sanatoria.
La sospensiva.
La Corte, dopo l`udienza di ieri, è chiamata a decidere direttamente nel merito della questione. Le parti hanno infatti definitivamente rinunciato all`istanza cautelare, ovvero alla richiesta di sospensione della legge. La decisione è attesa nel giro di un mese, secondo quanto detto dagli stessi avvocati presenti all`udienza. La complessità della materia farebbe escludere infatti una decisione immediata e allo stesso tempo la necessità di dare certezze normative dovrebbe indurre i magistrati a depositare la sentenza «in tempi brevi», hanno detto gli avvocati, entro cioè qualche settimana.
Gli interessati.
Escludere dal condono edilizio tutti i casi in cui ci sia già un giudicato: l`interpretazione restrittiva delle norme sulla sanatoria è arrivata dall`Avvocato dello Stato, Franco Favara, intervenuto per conto della Presidenza del Consiglio. Per Favara «il giudicato deve essere sempre salvato», e in questi casi «il condono non dovrebbe operare». Sì alla sanatoria, invece, non solo nel caso di emersione del sommerso ma anche nelle liti pendenti. L`esclusione dal condono dei casi di sentenze passate in giudicato è dunque una delle novità che potrebbero essere introdotte nel condono edilizio, sempre che la Corte Costituzionale si pronunci per la sua legittimità. Secondo fonti tecniche la restrizione del campo offrirebbe un`interpretazione più chiara della legge ma non dovrebbe comportare una riduzione di gettito perchè i casi di sentenze passate in giudicato riguarderebbero una limitata platea di potenziali aderenti al condono.
Le Regioni.
Gli avvocati delle Regioni che hanno presentato ricorso (Campania, Marche, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Basilicata) hanno ribadito non solo la violazione delle norme costituzionali che riguardano la competenza legislativa delle Regioni sul governo del territorio ma anche il fatto che «non si possono buttare all`aria delle regole – ha detto l`avvocato Giandomenico Falcon, in rappresentanza dell`Emilia Romagna – solo per incassare denari». La Corte non ha ammesso al giudizio alcune parti che erano intervenute a sostegno delle ragioni delle Regioni: i comuni di Roma, Salerno, Ischia, Lacco Ameno, Wwf e Codacons.
Le leggi regionali.
A parte le 8 regioni che hanno contestato il condono ricorrendo alla Consulta, nelle altre Regioni la sanatoria non ha suscitato un particolare interesse dal punto di vista normativo. Al momento, secondo quanto riferito dall`avvocato dello Stato Favara, sono infatti solo cinque le Regioni (Sardegna, Val D`Aosta, Liguria, Puglia e Provincia autonoma di Trento) che hanno deciso di intervenire con una legge sul condono.


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