17 Dicembre 2002

Condono edilizio, dietrofront

Il vice-premier Fini sostiene il «no» di Matteoli e Lunardi. Fassino: scelte disastrose, economia allo sfascio

Condono edilizio, dietrofront

Governo e maggioranza: polemiche artefatte, non lo faremo

ROMA Accantonati tutti gli articoli interessati al condono fiscale, compreso l`emendamento dell`Udeur sui piccoli abusi edilizi, e dietro-front di mezzo governo sulla questione. Si è svolta così la retromarcia di maggioranza ed esecutivo sul dodicesimo condono previsto in Finanziaria, quello edilizio, bocciato da opposizione, sindacati e buona parte dei partiti di centrodestra, Forza Italia in testa.
Ad aprire i fuochi, il ministro dell`Ambiente Altero Matteoli, sostenuto dal vice-presidente del Consiglio: «circa un ipotetico condono edilizio credo non si possa prescindere dal giusto e motivato parere contrario – ha detto Gianfranco Fini – del ministro dell`Ambiente». Ma anche il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha giudicato «inopportuno» il provvedimento, perché non produce effetti economici «ma premia i furbi e incrementa l`abusivismo». A ruota è arrivata la bocciatura del ministro delle Politiche agricole: «condivido pienamente il giudizio negativo espresso dal vicepremier e dal ministro dell`Ambiente» ha detto Gianni Alemanno. Mentre, in Senato, il sottosegretario all`Economia, Giuseppe Vegas, avvertiva i colleghi di maggioranza sui rischi della proposta («attenti alle scivolate») ed escludeva la richiesta di fiducia sulla Finanziaria: «la magioranza è solida».
«Spero che non lo facciano, perché dopo il terremoto si può immaginare che cosa può succedere» ha rincarato il sottosegretario all`Economia Vito Tanzi, spiegando che «generalmente i condoni danno gettito all`inizio e forse di meno nel futuro». E a ricordare che la misura sarebbe «uno schiaffo ai bambini di San Giuliano» c`ha pensato l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), annunciando che, in caso di crolli e stragi, denunceranno «per concorso in disastro colposo e strage i parlamentari che dovessero, presentando la proposta di condono, favorirne l`approvazione». Per le zone terremotate è invece passato l`emendamento Grillotti, che stabilisce un tributo «ridotto al 10%» per la Sicilia colpita dal sisma nel `90.
«Si è montato «un caso inesistente. Confermo che all`interno della maggioranza non c`è mai stata una reale determinazione – sottolinea Renato Schifani, capogruppo di Fi – di voler intervenire in Finanziaria» con un condono edilizio. «Non vanno poi dimenticati – aggiunge – i problemi di competenza legislativa del Parlamento derivanti dalla riforma costituzionale del titolo V». «Non si farà ed è bene che non se ne parli più» chiarisce il presidente dei senatori dell`Udc, Francesco D`Onofrio.
«Le posizioni personali, di singoli senatori, sull`argomento – aggiunge il presidente dei senatori di An, Domenico Nania – sono altra cosa, ma non coinvolgono la linea dell`esecutivo né, ripeto, della maggioranza». Per la maggioranza, sull`argomento si sono fatte «speculazioni e propaganda», e il presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini replica duramente: «D`Alema ha veramente un bel coraggio, forse gli dà fastidio che il governo Berlusconi e la Cdl riducano le tasse ai cittadini, soprattutto ai meno abbienti. Stiamo facendo quello che la sinistra non è mai stata capace di fare».
Politica «irresponsabile» bolla senza mezzi termini il segretario generale Cgil, Guglielmo Epifani, secondo il quale «leggendo le scelte del governo di questi giorni il Patto per l`Italia è morto e sepolto e sarebbe ora che Cisl e Uil riflettessero su questo bilancio anche per scindere le loro responsabilità da quello che il governo sta facendo». Pronta la risposta della Uil: «la politica dei condoni non ci piace, ma ci piacerebbe ancora meno – dice il segretario generale Luigi Angeletti – che non si riducessero le tasse o si trovassero risorse con tagli a sanità e welfare. Non vogliamo essere noi a pagare l`equilibrio dei conti pubblici. Il Patto per l`Italia va rispettato e non ci deve essere nessun taglio a sanità e pensioni». Ma il Patto è già a rischio, precisa il verde Natale Ripamonti, perché le risorse stanziate in finanziaria con gli emendamenti del relatore di maggioranza per la crisi della Fiat e dell`indotto «prosciugheranno il fondo di 700 milioni di euro stanziati nel Patto per l`Italia».
Dall`opposizione è fuoco di sbarramento sul condono: il segretario Ds, Piero Fassino, dice che «la politica finanziaria del governo è un disastro, ha semplicemente alimentato deficit e debito pubblico e agli occhi dei cittadini ha ridotto la credibilità dello Stato, che oggi premia gli evasori». «È un`iniziativa del governo come lo sono state in precedenza quelle di Radice-Berlusconi del `94 e di Nicolazzi-Craxi dell`84. La cultura è sempre quella, solo che questa volta la nuova coppia Berlusconi-Lunardi – dice il verde Sauro Turroni, vicepresidente della commissione Ambiente del Senato – non ha il coraggio di agire in prima persona e fa fare il lavoro sporco ai peones, coprendosi dalla foglia di fico dell`iniziativa parlamentare».
«I disastri e gli scempi urbanistici prodotti nelle città e nei centri storici dei nostri paesi gridano ancora vendetta» aggiunge Tommaso Sodano, relatore per Rifondazione Comunista Finanziaria. Ma il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli (Lega), precisa: «è una polemica creata ad arte e che falsifica la realtà dei fatti. La Lega ha sempre detto no all`ipotesi di condono edilizio».

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