10 Novembre 2009

Condannato a due anni di reclusione Franco Maiolo

  Buccino. Condannato a due anni di reclusione Franco Maiolo, 36 anni. Il conducente salernitano, un anno fa, finì con il suo furgone contro il monovolume della Fiat con a bordo i ragazzi ed i dirigenti della Juvecaserta. Un colpo di sonno provocò il salto di carreggiata. Riconosciute le proprie responsabilità, Franco Maiolo ha chiesto e ottenuto il patteggiamento della pena. Il gip ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato difensore. Due anni di reclusione per la morte di quattro persone. La pena arriva a 12 mesi esatti dalla tragedia. L’inchiesta condotta dal pm Ernesto Sassano è praticamente conclusa. Maiolo è stato riconosciuto come unico responsabile della tragedia.  Nessun tecnico o dirigente dell’Anas è stato coinvolto nell’indagine penale, nonostante le polemiche sui guardrail piuttosto vecchi e bassi: «quelle barriere dovevano contenere il furgone nella propria carreggiata» è l’atto di accusa mosso dal Codacons con Antonio Del Mese. Maiolo finì sull’altra carreggiata. Quella mattina, il conducente salernitano era impegnato nella consegna dei giornali. L’Alto Sele era per Maiolo una zona conosciuta. La frequentava da anni, dalle prime ore dell’alba. Il salto di carreggiata avvenne in un rettilineo in discesa. Maiolo si trovava sulla corsia nord, in direzione Salerno. La squadra di basket casertana procedeva su un monovolume Fiat, sulla carreggiata opposto, verso Potenza. Nessun segno di frenata. Nessuna foratura. Maiolo travolse le barriere di protezione, impattando frontalmente con il monovolume Fiat. Dopo l’incidente, il conducente rimase in coma per diversi giorni, all’ospedale di Vallo della Lucania. Venne operato due volte d’urgenza, per frenare le emorragie, per l’amputazione di un arto inferiore. La sua vita rimase appesa a un filo, per alcune settimane. «È una tragedia che lo ha segnato per tutta la vita – raccontarono un anno fa i familiari – Franco ha due figli, è un padre premuroso. Non avrebbe mai compiuto un gesto avventato». L’inchiesta penale è chiusa. Il processo, pure.

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