29 Settembre 2010

Condannati per titoli falsi ma restano nella scuola

 Sono stati condannati in primo grado con un decreto penale emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania sulla base delle evidenti prove di colpevolezza. Eppure, diciotto assistenti amministrativi della scuola, che negli anni scorsi hanno scalato la graduatoria della provincia di Catania grazie a titoli di servizio riconosciuti come falsi dalla magistratura, continuano a lavorare: l’ amministrazione scolastica non li espelle perché la condanna non è ancora definitiva, mentre molti colleghi che hanno agito regolarmente, quest’ anno, in conseguenza della riduzione dell’ organico, sono rimasti senza incarico. Così, nell’ isola che in due anni ha visto sfumare 12.500 posti di lavoro nella scuola e solo quest’ anno un migliaio fra il personale Ata, nella provincia in cui da settembre sono disoccupati circa cento amministrativi precari che fino ad agosto avevano un impiego, per la categoria che ha protestato in tutta la regione con imponenti manifestazioni a Messina e Palermo, l’ ingiustizia fa più rabbia di prima. E sfocia nella frustrazione. Continua u pagina 7u Continua dalla prima pagina La graduatoria del personale scolastico amministrativo fu formata nel 2001 e da allora è stata aggiornata annualmente dagli iscritti attraverso la presentazione dei rispettivi titoli maturati. Ma gli anomali e repentini avanzamenti di alcuni, grazie a punteggi straordinariamente alti, avevano insospettito altri concorrenti. E così è arrivata la denuncia e nel 2007 la sezione Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catania ha avviato accertamenti a campione su 40 persone. Una attività di indagine, pur limitata alla graduatoria di quell’ anno, complessa: vengono incrociati dati provenienti dalle posizioni contributive, dai redditi dichiarati e dai contratti firmati. In 18 casi sui 40 passati al setaccio emergono gravi irregolarità: i titoli di servizio presentati in autocertificazione, relativi a lavoro svolto in istituti scolastici privati, si rivelano falsi. A marzo scorso, quindi, i due procuratori titolari dell’ indagine formulano per i 18 concorrenti "beccati" l’ imputazione di falso in atti pubblici e truffa aggravata allo Stato, chiedendo direttamente al giudice per le indagini preliminari, date le chiare fonti di prova, l’ emissione del decreto penale di condanna. Richiesta accolta dal Giudice per le indagini preliminari. L’ Ufficio scolastico regionale di Palermo ha intanto invitato il Centro servizi amministrativi di Catania «ad attivare e concludere il procedimento disciplinare, di natura espulsiva» nei confronti dei dipendenti in questione. Come previsto dal bando «in caso di dichiarazioni false o mendaci». Tuttavia, a luglio, dopo il ricorso della controparte, lo stesso Ufficio regionale si è pronunciato per la sospensione dei procedimenti disciplinari «in attesa della definizione del procedimento penale». Con la medesima motivazione, il Centro servizi amministrativi di Catania, a sua volta, dopo avere proceduto alla decurtazione dei punti acquisiti illecitamente, ha revocato la sanzione, ripristinando il punteggio originariamente autocertificato dagli imputati. Inoltre, poiché era stata impugnata quella provvisoria contenente la decurtazione dei punti "illeciti", la graduatoria definitiva, pubblicata l’ 11 agosto, non ha tenuto conto dei primi pronunciamenti della giustizia. Così, al momento delle nomine, pochi giorni prima dell’ inizio dell’ anno scolastico, i "condannati" ricevono l’ incarico, a scapito degli altri colleghi vittime dei tagli all’ organico. Due dei 18 imputati sono intanto entrati di ruolo nell’ amministrazione scolastica nonostante un primo accertamento sulla falsità dei titoli presentati. Ce ne sarebbe stato anche un terzo, se l’ immissione a ruolo non fosse stata revocata dall’ Ufficio scolastico provinciale di Catania una volta accortosi che il lavoratore in questione aveva presentato attestati di servizio svolto presso una scuola che lo stesso Ufficio aveva chiuso due anni prima… Il Codacons Sicilia, che da qualche mese difende un gruppo di impiegati amministrativi quest’ anno esclusi dalle posizioni utili in graduatoria ma "scavalcati" per più anni dai (presunti) bari, sostiene di avere dovuto persino chiamare la Polizia per ottenere di protocollare, il 17 agosto, istanza di accesso agli atti. Fatto sta che, al momento, pende un altro procedimento, davanti al giudice amministrativo: in 17 hanno presentato ricorso al Tar per l’ annullamento delle graduatorie provinciali Ata provvisoria e definitiva, e di tutti gli atti relativi. La prima udienza si è svolta nei giorni scorsi e l’ 11 ottobre è il termine dopo il quale la graduatoria si "consoliderà", ovvero non sarà più soggetta all’ intervento della giustizia amministrativa. Ma, intanto, il Codacons ha presentato un nuovo esposto alla procura della Repubblica di Catania, allo scopo di verificare l’ autenticità delle autocertificazioni relative a tutti gli anni dal 2001 a oggi. E a svolgere i controlli, adesso, collaborando con le Fiamme gialle, è lo stesso Ufficio scolastico provinciale. Orazio Vecchio © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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