Condannata Radio Vaticana
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fonte:
- Il Tempo
VITTORIA. I cittadini di Cesano dopo sei anni di battaglie giudiziarie hanno ottenuto una prima conferma alle loro tante accuse contro Radio Vaticana: le emissioni delle antenne producono un inquinamento elettromagnetico. Ieri pomeriggio infatti il giudice romano Laura Martoni ha chiuso il primo capitolo aperto dagli abitanti di Cesano, che dal 1999 combattono per «spegnere» i ripetitori di Santa Maria di Galeria dove sono collocate le antenne della radio del Vaticano. Due infatti le condanne per il reato di «getto pericoloso di cose» emesse nei confronti di dei responsabili della stazione radiofonica, padre Pasquale Borgomeo, il direttore generale, e solo per i fatti che fanno riferimento al 2000 per Roberto Tucci, il presidente del comitato di gestione: dieci giorni di galera, pena sospesa, e risarcimento del danno da stabilire in separata sede. Questa la pena che hanno dovuto ascoltare i due imputati, a differenza invece di Costantino Pacifici, un tecnico dell?emittente, che è stato assolto dalle accuse ipotizzate dalla procura. La soddisfazione per questo verdetto è arrivato sia dai magistrati titolari dell?inchiesta, il procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e il sostituto procuratore Stefano Pesci, ma soprattutto dal «Comitato di Roma nord», che da anni chiedeva di spostare le antenne che «avrebbero causato leucemie a bambini che abitano tra Cesano, Santa Maria di Galeria, La Storta, l?Olgiata e Osteria Nuova». A convincere i cittadini della zona a rivolgersi alla magistratura romana, oltre alle malattie che il «Comitato» considera da addebitare alle onde elettromagnetiche di Radio Vaticana, anche fenomeni «strani» che avvenivano in casa: lampadine che si fulminavano improvvisamente e cornette dei citofoni che appena alzati dalla base captavano la trasmissione vaticana. A gioire per la vittoria anche l?associazione dei consumatori Codancons, al quale il giudice monocratico ha disposto il pagamento nei suoi confronti di 5800 euro, Cittadinanza Attiva, 850 euro, «Comitato di Roma nord» 5129 euro e Legambiente 5800 euro. Quest?ultima ha inoltre dichiarato: «Dopo tanti ritardi e tempo perso, quello di oggi (ieri ndr.) è un importante successo, che conferma la necessità di tutelare i cittadini dal rischio dell`elettrosmog». Così il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, ha commentato la sentenza. Ma c?è anche chi ha urlato comunque la propria rabbia: «Da cittadina sono abbastanza contenta della decisione del Tribunale, ma come madre di una bimba di 10 anni che non c`è più dico: pena minima». È Agnese Amadio, mamma di Giulia, la bambina morta di leucemia nel 2000 e sulla cui fine è in corso un altro un procedimento giudiziario per il reato di omicidio colposo. Già annunciato infine il ricorso in appello da parte dei difensori degli imputati, tra i quali l?avvocato Marcello Melandri, che prima di ascoltare la decisione del gup ha avuto uno scontro «giudiziario» in aula con i rappresentanti dell?accusa. «È nostra certezza che abbiamo ragione – ha dichiarato da radio Vaticana – sia in fatto sia in diritto».
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