24 Novembre 2012

Concorsoni fuori da Gra Il Tar boccia l’ ordinanza

Concorsoni fuori da Gra Il Tar boccia l’ ordinanza

 

Il Tar del Lazio ha annullato l’ ordinanza fatta da Alemanno in qualità di Commissario all’ emergenza traffico, che prevedeva lo svolgimento dei maxiconcorsi fuori dal Raccordo anulare. Dopo che lo scorso aprile l’ intero quadrante nord della Capitale si bloccò, con code sull’ Aurelia fino a 22 chilometri e risentimenti fino a Fregene, per i test di Medicina dell’ Università Cattolica ospitati all’ Ergife hotel, al quale parteciparono 8.000 candidati, il sindaco Alemanno fece un’ ordinanza apposita con cui stabilì che i concorsi con più i 3.000 partecipanti si possono svolgere soltanto fuori dal Gra. I due ricorsi a questo provvedimento erano stati fatti proprio dall’ Ergife Polo Congressuale, che spesso ospita maxiconcorsi. Adesso è arrivata la pronuncia del Tar che rimette in ballo tutto. Ma il Campidoglio non intende cedere. «Ricorreremo al Consiglio di Stato», è stata l’ immediata replica di Alemanno che ha definito la sentenza «completamente contraria agli interessi della città, che non possono essere sottoposti a quelli di un gruppo imprenditoriale che da anni paralizza Roma con maxi concorsi incompatibili col sistema viario». Con il ricorso, l’ obiettivo del sindaco è di «ottenere la cancellazione della sentenza del Tar» e «la sospensiva di questa sentenza per evitare che, in attesa di decisioni del Consiglio di Stato, ci siano nuovi concorsi con esiti devastanti per il traffico nella Capitale che già deve misurarsi con i problemi derivanti dalle manifestazioni e dai cortei». Anche queste disciplinate da un’ ordinanza del sindaco e ritenute illegittime sempre dal Tar. Ma non finisce qui. Per il Comune c’ è anche la beffa. Il tribunale amministrativo, infatti, ha anche disposto che Roma Capitale paghi le spese di giudizio per complessivi quattromila euro. Ieri è stato pubblicato soltanto il dispositivo della sentenza, per le motivazioni bisognerà attendere ancora. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha annunciato che l’ associazione «interverrà al Consiglio di Stato accanto al Comune di Roma, chiedendo di rivedere la sentenza del Tar e riconoscere la legittimità delle disposizioni del sindaco, poiché riteniamo che la tutela della collettività e della città venga prima degli interessi economici dei singoli».L’ Ergife, con i suoi due ricorsi, aveva sollevato una serie di profili d’ illegittimità: alcuni di carattere procedimentale, altri relativi alla ritenuta carenza di motivazione del provvedimento del sindaco. La stessa struttura congressuale ricorrente aveva sollecitato l’ annullamento del «no»alla deroga richiesta dell’ ordinanza per lo svolgimento delle prove selettive nella Capitale.

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