Concorsone spostato, «500 euro di danni a candidato»
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – Tre milioni di euro per le spese di viaggio degli aspiranti professori, migliaia di studenti che oggi dovrebbero andare a scuola ma forse non lo sanno, malumore diffuso. Sono gli effetti del rinvio della prova scritta (oggi e domani) del concorso per docenti, deciso sabato scorso dal ministero dell’ Istruzione per le previsioni meteorologiche sfavorevoli. «I candidati hanno sicuramente prenotato voli e treni low cost – prova a immaginare Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento dei consumatori -. E sappiamo bene che si tratta di biglietti meno cari ma non rimborsabili. Ipotizzando che due terzi dei candidati, quindi 60mila circa su oltre 88mila ammessi in prima istanza, si sarebbero dovuti spostare, e immaginando un costo medio a testa di 50 euro, arriviamo a tre milioni bruciati». Senza considerare le spese sostenute dai commissari, che hanno diritto ad un rimborso spese di 200 euro lordi al giorno ma solo se ovviamente sono in servizio per l’ esame. E senza provare a calcolare i costi a carico delle famiglie che forse non sanno che oggi i propri figli potranno andare nelle proprie scuole, perché non sono più sede d’ esame, e che intanto si sono organizzate (per esempio pagando una baby sitter): i presidi hanno ricevuto la comunicazione del rinvio sabato, ed è facile supporre che non sia stato così semplice avvisare tutti per tempo. «Io credo che il ministro non avesse altra scelta – prova a stemperare Rosario Trefiletti, ai vertici di Federconsumatori -. E anche i costi vanno ridimensionati: il 75% dei candidati e dei commissari costretto a spostarsi avrà acquistato biglietti economici, a cifre accettabili. Chi ha scelto trasporti a prezzo pieno, invece, potrà spostare la data del viaggio». «La neve? Ma è solo un pretesto! – spiega Carlo Rienzi, Codacons -. La verità è che giovedì scorso sono stati riammessi alle prove settemila candidati in più, e quando il ministero si è reso conto che non c’ era abbastanza tempo per organizzare la loro partecipazione al concorso, ha tirato fuori il rinvio per maltempo». Il Codacons, nel suo stile, sta già raccogliendo adesioni per mobilitare un’ azione collettiva e chiedere un rimborso minimo di 500 euro a testa per il danno esistenziale subito da ogni candidato, oltre ad eventuali risarcimenti a fronte di spese documentate. Ci va giù pesante anche Elio Lannutti, che guida l’ Adusbef: «Irragionevole rinviare, questo è lo specchio di un Paese inadeguato a gestire le cosiddette emergenze». Ma il ministero aveva alternative? «No», rispondono secchi e seccati da viale Trastevere. «È stata una scelta coraggiosa, ma l’ abbiamo presa per evitare che ci fosse una discriminazione nei confronti di chi avrebbe incontrato difficoltà per raggiungere la sede del concorso». Insomma, anche se il ministro Francesco Profumo rischia di passare alla storia come il primo che ha rinviato un concorso per neve, rispedisce le critiche ai mittenti: «Certo, di concorsi in Italia ce ne sono stati così pochi – dicono i suoi collaboratori – che non è difficile che questo costituisca un precedente unico. Ma meglio: passerà alla storia come il momento in cui il rispetto per le persone è stato considerato più importante dell’ opportunità». E ai tre milioni (di spese) rispondono con un milione, di studenti già iscritti on line: «Questo fa più notizia, no?». Valentina Santarpia RIPRODUZIONE RISERVATA.
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