2 Novembre 2014

Concorsone annullato, l’ ira dei giovani medici: sanatoria per i meritevoli, intervenga Renzi

Concorsone annullato, l’ ira dei giovani medici: sanatoria per i meritevoli, intervenga Renzi 

“Sdegno”, “vergogna”, “dimissioni”. Dopo il clamoroso testacoda del Miur, esplode la rabbia dei giovani medici che dovranno ripetere il 7 novembre parte del “concorsone” per le scuole di specializzazione già svolto la settimana scorsa. L’ inversione di date fra i quiz di 29 e 31 ottobre potrebbe obbligare più di 11mila aspiranti specializzandi a riaffrontare un esame che era rimasto in sospeso per mesi, nel tira e molla sulla data definitiva e le polemiche sull’ organizzazione . Nel mirino Miur, Cineca e il Ministro Giannini. Giannini ha ammesso un errore “materiale e umano” ma continua a difendere l’ organizzazione “ineccepibile” delle prove. I Giovani Medici: la Giannini si assuma le sue responsabilità Peccato che di “ineccepebile”, secondo il Segretariato Italiano Giovani Medici (Sigm), si sia visto poco. L’ associazione chiede al Ministro di “assumersi le responsabilità” dell’ accaduto e invoca un intervento diretto di Renzi per lo stanziamento di “risorse aggiuntive per la formazione post lauream ” dei giovani medici. “Mai ci saremmo aspettati che si potesse verificare un tale errore organizzativo ai danni di migliaia di giovani medici aspiranti specializzandi, che da mesi, e talora sino un anno e mezzo, attendevano di cimentarsi nel concorso” si legge nel comunicato del Sigm . Secondo i Giovani Medici, certe sviste “non si sarebbero potuti verificare se i vertici del Ministero avessero rivolto le giuste attenzioni alle vite di 12mila persone”. Il Sigm aveva già rilevato alcune “criticità” nell’ organizzazione, a partire dalla scelta di distribuire le prove su 117 sedi e 472 aule. In Francia, per i concorsi analoghi, ne bastano meno di 10. L’ ipotesi: una sanatoria per i meritevoli, intervenga Renzi Walter Mazzucco, presidente del Sigm, denuncia il “gravissimo errore” scaricato sui giovani medici. E avanza un’ ipotesi già contenuta nel primo comunicato: una “sanatoria per i meritevoli” che tuteli gli studenti penalizzati dalla doppia edizione delle prove. Il modello è quella già attuata per il bonus maturità, quando il Ministero aveva ritirato nel corso delle prove di ammissione i punti extra destinati ai migliori diplomati. “Abbiamo l’ impressione che si navighi a vista, che si intervenga solo nelle emergenze – dice Mazzucco al Sole 24 Ore -. A questo punto chiediamo di salvare il salvabile, applicando una sanatoria simile a quella già messa in campo per il bonus maturità”. Da lì la richiesta a Renzi di “risorse aggiuntive” per i contratti di specializzazione, come tampone ai contenziosi che potrebbero piovere sul Miur entro il 7 novembre. “Serve un’ iniziativa politica, parlamentare – spiega Mazzucco -. Vanno recuperate le risorse per abbattere il contenzioso. Giannini deve ancora firmare il decreto, c’ è tempo per intervenire”. I primi ricorsi. E la rabbia del web I primi ricorsi sono già scattati. Il Codacons ha annunciato una “causa collettiva di risarcimento danno contro il Miur e Cineca”, per il danno “economico e morale” che si è profilato con l’ abolizione delle due prove. E l’ avvocato Michele Bonetti, da sempre attivo contro le irregolarità dei “concorsoni”, ha annunciato sul sito del suo studio la richiesta di un maxi-rimborso per i candidati: “L’ amministrazione deve smetterla di pensare che i cittadini siano assoggettati alle sue follie e ai suoi errori. Chi sbaglia deve pagare e il Miur dovrà rimborsare le spese di vitto, alloggio e ristorare tutti i danni subiti ai candidati”. Sullo sfondo, come sempre, l’ indignazione del web. Twitter si è surriscaldato con gli hashtag più seguiti dagli aspiranti specializzandi, come #specializzazionimediche, #12mila borse (dal numero esatto dei medici registrati all’ esame) e #gianninidimettiti. In tanti chiedono il risarcimento e invitano a “togliere di mezzo” i responsabili del disguido. Altri fanno notare un’ altra svista, quella sulla definizione: alcuni titoli hanno parlato di “studenti”, ma gli 11mila giovani coinvolti nel concorso sono medici a tutti gli effetti. “Qualcuno spieghi a tutti che non siamo “studenti”. Vergogna”.
alberto magnani

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