10 Agosto 2018

Concorso annullato, restano i dubbi

 

l’ azienda ospedaliera di catanzaro prende tempo, esposto del codacons
Luana Costa Catanzaro Una settimana di tempo per riprendere in mano tutta la documentazione e imprimere un’ accelerazione alle procedure concorsuali che hanno subìto un brusco stop. È la deadline che la direzione aziendale dell’ ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro si è imposta all’ indomani della decisione di azzerare le prove preselettive dei concorsi finalizzati all’ assunzione di diciotto infermieri e trenta operatori sociosanitari, ma destinati a formare due graduatorie rispettivamente di seicento idonei ciascuna su base regionale, da cui in futuro avrebbe potuto attingere ogni azienda sanitaria e ospedaliera calabrese. Al secondo piano della sede di Madonna dei Cieli ci si muove con cautela, dopo l’ impatto mediatico prodotto dai chiacchierati concorsi ma soprattutto per evitare di provocare ancora disagi agli oltre diecimila partecipanti che adesso saranno costretti a ripetere i test. Una volta riconfermata la fiducia alle commissioni esaminatrici, al direttore generale Giuseppe Panella resta da dipanare l’ intricata matassa riguardante la società romana cui l’ azienda a febbraio aveva deciso di affidare la gestione e l’ organizzazione dei due concorsi. La ditta “Consulenza e Selezioni” era stata individuata dal dirigente dell’ area Acquisizione beni e servizi dopo l’ avvio di una manifestazione d’ interesse esperita attraverso il Mercato elettronico (Mepa); a questa era stato affidato l’ incarico per mezzo di una trattativa diretta con un unico operatore, poiché ritenuta l’ unica in grado di gestire prove preselettive che avevano registrato un altissimo tasso di partecipazione. Alla luce delle irregolarità pubblicamente denunciate dai candidati e di quelle effettivamente rilevate dai vertici aziendali all’ esito dell’ indagine interna resta quindi da capire se il management si orienterà verso una riconferma della fiducia e soprattutto in quale forma. C’ è già chi è partito asta in resta a chiedere conto del costo sostenuto dall’ azienda per le operazioni di preselezione: «Riteniamo doveroso che si agisca per chiedere i danni per questa gigantesca quanto inutile giostra», attacca in una nota il vicepresidente del Codacons, Francesco Di Lieto. «A fronte di una evidente e riconosciuta mancanza di trasparenza – aggiunge – chiediamo l’ intervento della Corte dei Conti affinché agisca nei confronti di tutti coloro che hanno causato un danno erariale». Si serrano le fila nel frattempo tra gli ormai ex “ammessi”, 687 operatori sociosanitari e 722 infermieri che avevano superato le prove poi annullate in autotutela. Ieri mattina una rappresentanza ha deciso di richiedere un parere legale per valutare l’ opportunità di proporre un ricorso al Tar, impugnando la determina di annullamento. L’ eventuale ricorso andrebbe ad aggiungersi agli altri tre già presentati in precedenza dai candidati esclusi che avevano impugnato le graduatorie.

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