17 Gennaio 2020

Concorso al “Pugliese” Tra i candidati la moglie di un consulente regionale

CATANZARO – Il concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura, a tempo indeterminato e a tempo pieno, di due posti di dirigente avvocato presso l’ Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, suscita perplessità da parte del Coda cons Calabria . «Lo scorso 27 giugno scrive il Codacons – forse a causa del clamore media tico sollevato, le prove erano state rinviate a data da destinarsi, a causa dell’ in disponibilità di un componente della Commissione. Lunedì, guarda caso proprio poche ore prima dell’ insediamento del neo commissario Giuseppe Zuccatelli, con delibera 10 del 2020, si è deciso di rivoluzionare la commissione esaminatrice. Nuovo presidente, nuovi componenti, eppure sembrava fossimo arrivati al termine di questo concorso che, ogni giorno che passa, somiglia sempre più ad una via crucis. Visto che erano rimasti soltanto in quattro ad aver superato la prova scritta». «Certo, come spesso accade, sui nomi c’ è sempre qualcuno che sussurra inconfessabili “aiutini” continua l’ associazione a tutela dei consumatori ma, come scrivevamo mesi addietro, su di uno, in particolare, si è arrivati a ipotizzare, addirittura, l’ esistenza di un conflitto di interessi». Si tratta dell’ avvocato Elga Rizzo, già direttore generale proprio del “PuglieseCiaccio”, quindi direttore amministrativo dell’ Asp di Vibo Valentia, successivamente direttore amministrativo dell’ Asp di Catanzaro fino ad “autono minarsi” direttore generale. «Neppure l’ onta dello scioglimento per infiltrazioni mafiose è riuscito a oscurare la sua stella, infatti attualmente svolge le funzioni di confermatissimo direttore ammini strativo dell’ Asp»- denuncia il Codacons – “infiltra ta e commissariata” di Catanzaro. Il tutto malgrado non sia dipendente dell’ Asp e, probabilmente, con costi aggiuntivi. Ma torniamo al concorso. Si narra che della sua organizzazione ebbe a occuparsene proprio il marito della candidata Rizzo, Vittorio Preianò, addetto al personale dell’ azienda “Pugliese-Ciaccio”, almeno fino a quando il governatore non ha deciso di nominarlo direttore generale dell’ Asp di Reggio Calabria. Ma anche qui la sfortuna era in agguato e con il “decreto Calabria” Prejanò è stato rimosso dal ruolo di direttore generale. Però niente paura – ironizza il Codacons Calabria – Prejanò diventa consulente presso il dipartimento Salute della Regione». Secondo il Codacons è legittimo porsi l’ interro gativo se sussistano o meno «conflitti d’ interesse tali da inficiare il risultato del concorso. Ciò in ragione di rapporti personali e professionali – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’ associazione – tali da ingenerare il sospetto che il candidato possa essere giudicato, non in base al risultato delle prove, bensì in virtù di conoscenze personali». «E ancora: per quali motivi i componenti della commissione si sono tenuti dalle funzioni loro assegnate e, soprattutto, perché si è proceduto, in tutta fretta, a modificare la Commissione esaminatrice, proprio qualche ora prima dell’ insediamento del neocommissario Zuccatelli?» Questi i dubbi che hanno indotto il Codacons a chiedere spiegazioni al neopresidente della Commissione esaminatrice, Maria Pia De Vito e, soprattutto, al commissario Zuccatelli.

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