17 Luglio 2019

Concorsi truccati all’ ateneo Altri 14 indagati a Catania

tra i coinvolti pure bianco e l’ ex assessore licandro. l’ ex sindaco: «sarà dimostrata la piena legittimità del mio comportamento»
Si allarga l’ inchiesta «Università bandita». Sono stati notificati altri quattordici avvisi di garanzia: all’ ex sindaco Enzo Bianco e all’ ex assessore Orazio Licandro, alla direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’ Università Marina Paino, Valerio Pirronello, direttore in pensione del Dipartimento di Fisica e Astronomia, Luigi Caranti, ordinario di Filosofia politica, Caterina Cirelli, ordinario di Geografia economico politica, Rosa Alba Miraglia, ordinario di economia aziendale, Giovanni Pennisi, ordinario di Scienze mediche, Santo Burgio, associato di storia della filosofia, Margherita Ferrante, associato di Igiene generale e applicata, Venera Ferrito, associato del Dipartimento di Scienze biologiche, Gianpietro Giusso del Gal do, associato del Dipartimento di Botanica, Giuseppe Musumeci, associato di Anatomia, Salvatore Torre, associato di Geografia. Lo stesso Bianco, che ieri si trovava a Bruxelles, ha affidato la sua replica ai social: «Mi fa piacere che la magistratura catanese abbia deciso di prolungare le indagini su una vicenda del Dipartimento di Scienze umanistiche. Sono sicuro che al termine di questo approfondimento sarà dimostrata la piena legittimità del mio comportamento. Si sta parlando di un professore di Storia del Diritto Romano, già ordinario da molti anni, con una serie di pubblicazioni riconosciute a livello internazionale. E di una procedura, che a me pare pienamente legittima, rispetto alla quale non ho ovviamente alcuna competenza. Ho piena fiducia che approfondite indagini confermeranno quanto ho affermato». La nuova, ma non a sorpresa, puntata di «Università bandita» riguarda il concorso a cattedra indetto a fine luglio dello scorso an no e cucito su misura, secondo gli investigatori, per Orazio Licandro, fino a poco più di un mese prima assessore della giunta Bianco, unico partecipante e, quindi, vincitore senza concorrenti. Una cattedra del costo di circa 120.000 euro l’ anno, sollecitata proprio da Bianco visti i buoni rapporti con l’ ateneo catanese. Non mancano le reazioni. «Gli avvisi di garanzia sembrano confermare la fondatezza e la validità delle denunce che ho fatto in merito al concorso vinto da Orazio Licandro. Un grazie alla magistratura che e andata avanti in un certosino lavoro di verifica sui concorsi dell’ ateneo scoperchiando un pentolone maleodorante di malaffare e favoritismi», ha dichiarato la deputata del Movimento Cinque Stelle, Simona Suriano. «Sul caso del concorso vinto da Licandro avevo già informato l’ Anac attraverso una segnalazione – ha aggiunto Suriano -. Era palesemente inverosimile che in un corso di studi in Filologia Classica venisse inserito un insegnamento di Diritto Romano per 120mila euro annui. Insegnamento che, nonostante tutto, poteva essere coperto da altri docenti già di ruolo nell’ ateneo ma si preferì bandire il posto e oggi capiamo il perché. Ho anche presentato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale. Adesso, alla luce dei risvolti giudiziari, e chiaro che il bando vinto dal professore Licandro sia da annullare». Sull’ opportunità di rinviare le elezioni si esprime Marco Falcone, commissario di Forza Italia a Catania: «Sarebbe una scelta saggia e di prospettiva. La decisione di votare ad agosto crediamo possa trasformarsi in un fattore di ulteriore instabilità per un prestigioso ateneo come quello etneo che, al contrario, necessita di una fase in cui tutti gli attori possano operare con più distensione ed autorevolezza». Dello stesso avviso anche il codacons, che attraverso l’ avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ Ufficio legale regionale, avanza dubbi sulla legittimità della procedura utilizzata e chiede il rinvio delle elezioni. Molto critico, infine, CasaPound di Catania: «Le indagini hanno documentato l’ esistenza di un vero e proprio codice di comportamento sommerso operante in ambito universitario secondo il quale gli esiti dei concorsi devono essere predeterminati dai docenti interessati, nessuno spazio deve essere lasciato a selezioni meritocratiche e nessun ricorso amministrativo può essere presentato contro le decisioni degli organi statuari».

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