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3 Agosto 2017

Concorrenza, dopo trenta mesi arriva la leggeIl Senato vota la fiducia tra critiche e polemiche

ROMA Il governo incassa la fiducia sul disegno di legge sulla Concorrenza. Il provvedimento dopo l’ approvazione al Senato con 146 voti a favore, 113 contrari e nessun astenuto diventa dunque legge. Il via libera al testo definitivo arriva dopo un lungo e laborioso percorso parlamentare durato trenta mesi, recependo una serie di segnalazioni dell’ Antitrust e disciplinando settori come telecomunicazioni, assicurazioni, servizi postali, farmacie, professioni e trasporti. «È stata approvata oggi per la prima volta in Italia la legge annuale per il mercato e la concorrenza. Dopo un iter travagliato è un importante segnale di serietà per il Paese», sottolinea il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che nei mesi scorsi, in più di un’ occasione, aveva criticato i ritardi che hanno rallentato l’ approvazione della legge. Vale ricordare che il ddl dopo il primo passaggio alla Camera, nell’ autunno di due anni fa, è finito su un binario morto a Palazzo Madama fino al maggio scorso. Una volta tornato a Montecitorio è stato ulteriormente modificato, rendendo necessario un altro passaggio al Senato. Il rischio di ulteriori ritocchi e conseguenti ritardi ha perciò spinto il governo a porre la fiducia. Non a caso Calenda precisa che il ministero dello Sviluppo Economico definirà «nei tempi più brevi possibili i decreti attuativi per la piena efficacia della legge». A commentare l’ approvazione del disegno di legge è anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, scrivendo su twitter «impegno mantenuto per governo e maggioranza». Anche se da più direzioni sono arrivate critiche e contestazioni sui contenuti del testo. Massimo Mucchetti, senatore Pd, è uno dei più severi, spiegando che la richiesta della fiducia da parte dell’ esecutivo ha evitato «il voto dell’ aula su emendamenti scomodi come quelli proposti su assicurazioni ed energia». Tanto da decidere di non votare e definire il testo approvato «uno strumento per favorire o salvaguardare alcune grandi aziende come Enel, Generali, Unipol, Walgreens Boots Alliance e Big Pharma». Dal versante delle associazioni dei consumatori il Codacons sostiene che nel 2019 la fine del mercato tutelato nel settore dell’ energia si tradurrà in un aggravio di costi per le famiglie. Stessa lunghezza d’ onda per Federconsumatori, Adusbef e Unione nazionale consumatori che lamentano la totale assenza di competitività e convenienza nel mercato delle tariffe elettriche. Critiche, tra gli altri, anche da parte dei notai, contrari all’ aumento del numero dei professionisti nella categoria. A votare il provvedimento è stato pure Mdp, esprimendo «profondo rammarico su alcune modifiche introdotte alla Camera che ledono pesantemente gli interessi dei consumatori». In sitesi alcuni punti del testo: le polizze sui rischi accessori non si rinnovano tacitamente ma si risolvono in automatico alla scadenza, le società di capitale potranno controllare le farmacie e i farmaci di fascia C continueranno ad essere venduti solo in farmacia.
andrea ducci

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