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3 Agosto 2017

Concorrenza, il testo è legge In arrivo sconti sulla Rc auto

Sono passati trenta mesi da quando il disegno di legge Concorrenza fu presentato al Consiglio dei ministri nel febbraio del 2015. Dopo due anni e mezzo quella norma è diventata legge e il governo esulta per un risultato che sembrava sempre più difficile da ottenere. Se il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha parlato con soddisfazione di un «impegno mantenuto», anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha definito questa approvazione un «segnale di serietà per il paese». Anche l’ autorità Antitrust si è mostrata soddisfatta per il via libero definitivo. Energia, assicurazioni, professioni, comunicazioni, ambiente, trasporti, turismo, poste, banche e farmacie. Sono questi i temi toccati dalla prima legge «annuale» sulla Concorrenza. Fra le principali novità introdotte dal provvedimento sono previsti sconti sull’ Rc auto per chi installa la scatola nera e per i virtuosi che non causano incidenti da quattro anni pur vivendo nelle Province a più alto tasso di sinistri stradali. Entro un anno dall’ entrata in vigore della norma, il governo è delegato ad adottare un decreto sull’ obbligo di installazione della scatola nera. Per il risarcimento danni non patrimoniali da sinistri stradali si userà la tabella unica del tribunale di Milano. Mentre la fine del mercato tutelato dell’ energia elettrica e del gas è fissata all’ 1 luglio 2019. Un altro stop viene messo al monopolio di Poste sull’ invio di multe e notifiche, previsto per settembre 2017. Novità anche per gli albergatori, che potranno praticare prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli offerti da intermediari terzi, anche online.L’ ok definitivo al provvedimento è arrivato dopo tanti stop e lente ripartenze. In circa 900 giorni di iter parlamentare, il disegno di legge Concorrenza è sopravvissuto a un cambio di ministro competente (il testo era stato presentato da Federica Guidi, dimessasi a marzo del 2016), a diverse elezioni amministrative e al referendum costituzionale del dicembre scorso. Non si sono invece risparmiati con le critiche i consumatori, i liberi professionisti e gli stessi esponenti politici (compresi rappresentanti del Pd. Non a caso il testo è stato approvato con una maggioranza risicata). Il capitolo del provvedimento preso più di mira è stato sicuramente quello sull’ energia. Ad aprire la pioggia di polemiche è stato il presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti del Partito democratico, che non ha votato la fiducia definendo la legge «un favore a grandi aziende come Enel, Generali, Unipol, Walgreens Boots Alliance e Big Pharma». Critica anche l’ Unione nazionale dei consumatori: «Basterebbe la fine del mercato tutelato nel settore dell’ energia», ha spiegato l’ associazione «per esprimere un giudizio negativo considerato che non vi può essere concorrenza fino a che, per la luce, i primi cinque operatori detengono l’ 87,8% del settore domestico e per il gas i primi tre gruppi controllano il 44,8% del mercato«. La stessa misura secondo il Codacons porterà aggravi di costi per le famiglie.

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